Assalto al Congresso Usa. Quattro morti, diversi feriti e oltre 50 arresti a Washington. Joe Biden e la Harris proclamati presidente e vicepresidente degli Stati Uniti

Jake Angeli
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Ore drammatiche a Washington dove si aggrava il bilancio dell’assalto a Capitol Hill portato avanti dai sostenitori di Donald Trump in occasione della ratifica dell’elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti. Dopo la morte di una donna, colpita da un proiettile durante l’occupazione dell’edificio del Congresso, altre tre persone hanno perso la vita nell’area circostante durante i disordini. A causare la loro morte, secondo i media americani, infarti e ferite multiple per la caduta mentre provavano a scavalcare un muro. Al momento i feriti sarebbero 13 e 52 gli arresti, molti dei quali per violazione del coprifuoco. Facebook e Twitter hanno bloccato per 24 e 12 ore gli account di Trump, che ora rischia di essere rimosso dal suo incarico prima ancora che Biden giuri, in questo caso il 25/o emendamento della Costituzione prevede che il vicepresidente, Mike Pence, prenda i poteri.

Intanto il Senato e la Camera, tornati a riunirsi dopo l’irruzione nel palazzo del Congresso, hanno respinto in modo schiacciante l’obiezione di alcuni legislatori repubblicani alla certificazione del voto elettorale dell’Arizona per Joe Biden, dopo che la rivolta dei sostenitori di Donald Trump ha costretto a ritardare il processo. I senatori hanno votato 93 contro 6 contro il tentativo di respingere gli 11 voti elettorali dell’Arizona, superando il primo di quelli che potrebbero essere molteplici ostacoli alla certificazione delle elezioni presidenziali di novembre. La Camera dei Rappresentanti ha votato 303-121 contro l’obiezione, con 82 repubblicani schierati con i democratici. La sessione congiunta del Congresso, dopo aver certificando i voti elettorali di tutti i 50 stati, ha proclamato Joe Biden e Kamala Harris presidente e vicepresidente degli Stati Uniti, giureranno il 20 gennaio. Ratificati quindi i voti del collegio elettorale, 306 a 232 a favore del ticket dei Democratici.

E Trump, dopo una lunga serie di post e video in cui incitava alla rivolta, quasi tutti rimossi dai social perché giudicati pericolosi dai gestori, in una nota diffusa dalla Casa Bianca ha detto: “Anche se sono totalmente in disaccordo con il risultato delle elezioni ci sarà una transizione ordinata verso il 20 gennaio”. “E’ la fine del più grande mandato presidenziale della storia – ha aggiunto -, ma è solo l’inizio della nostra lotta per fare l’America di nuovo grande. Ho sempre detto che continueremo la nostra lotta per assicurare che solo i voti legali contino”.