Atene, il giorno della verità. L’Ue oggi ne decide il destino. All’Eurogruppo il piano per salvare la Grecia. Berlino frena ma i mercati puntano sugli aiuti

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O dentro o fuori. Oggi l’Eurogruppo dovrà decidere che sorte dare alla Grecia. Il programma ponte presentato da Atene è l’unica possibilità per non far scattare il default. Il governo Tsipras lo sa e facendo leva su questo potrebbe riuscire a strappare il via libera dei partner. Uno scenario sul quale scommettono le Borse, ieri tutte positive, con quella ellenica più brillante di tutte, arrivata a recuperare il 7,98%. Il piano sottoposto ai ministri finanziari dell’Unione darebbe respiro alle casse greche sino alla fine di agosto, per poi passare a settembre con un nuovo piano alternativo alle attuali imposizioni di rigore nella sopesa sottoscritte con la Troika.

RISCHIO GREXIT
A dare forza ai mercati, che non credono si arriverà adesso alla Grexit (l’uscita del Paese dall’Euro) è stata l’ipotesi che la Commissione concederà comunque ad Atene un’estensione di sei mesi dei debiti in scadenza. Si arriverà così a settembre, quando il governo Tsipras dovrebbe far partire il pacchetto di riforme elaborato insieme all’Ocse (e non alla Troika). Un taglio netto alle rigide politiche del rigore che ovviamente Berlino non ha minimamente avallato, tanto da arrivare a smentire qualunque moratoria sul debito di Atene.“Sono sbagliate le notizie secondo le quali la Grecia potrebbe avere altri sei mesi per rinegoziare il debito”, ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble al G20 di Istanbul. E oggi quindi non ci sarà nessun nuovo programma.
Proprio al G20 sono arrivate intanto pressioni perché si disinneschi la bomba di una nuova turbolenza sui mercati. Il segretario al Tesoro Usa, Jack Lew, ma anche il nostro ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan hanno gettato acqua sul fuoco. Il piano di Tsipras è d’altronde più che ragionevole. Non si chiede di cancellare il debito, ma solo di dare ai greci più tempo per rimettersi in piedi. Nel progetto c’è anche un pacchetto di 10 riforme da preparare con l’Ocse (ieri il segretario, Angel Gurria, è arrivato ad Atene). Prevista anche una riduzione dell’avanzo primario per destinare più risorse al contenimento dell’enorme povertà diffusa nel Paese e infine la riduzione del debito (al 180% del Pil circa) attraverso la conversione di alcuni prestiti, con meccanismi di swap. Oggi l’entità del debito è di circa 320 miliardi. Il piano prevede anche l’emissione di 8 miliardi di bond aggiuntivi rispetto ai limiti attualmente definiti dalla Bce.

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di Gaetano Pedullà

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