Atene può uscire dall’euro. I falchi gettano nuovo panico. Il Fondo monetario apre allo scenario peggiore. Poi la smentita, ma intanto i mercati soffrono

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Come volevasi dimostrare, appena si apre uno spiraglio per salvare la Grecia dal fallimento ecco che arriva subito lo stop dei soliti falchi tedeschi e del Fondo monetario internazionale. L’ultima a gettare benzina sul fuoco è stata ieri la direttrice del Fondo, Christine Lagarde. “Atene fuori dall’euro? È una possibilità” ha detto la numero uno dell’istituzione che ha immense responsabilità nel disastro finanziario degli ultimi anni. Inevitabile il ritorno del nervosismo sui mercati. Così le stesse istituzioni che dovrebbero aiutare i greci a salvarsi finiscono per manipolare i mercati.

MANIPOLAZIONE
E dire che il governo di Alexis Tsipras le sta provando tutte per restare nell’euro senza però dare quel colpo di grazia che la Troika (Commissione europea, Fondo monetario internazionale e Banca centrale europea) vorrebbe imporre a un Paese stremato. Ieri un portavoce ha ribadito che “un’intesa è vicina e Atene vuole arrivare a un compromesso entro domenica”, ricordando a monito di Bruxelles che un’eventuale rottura avrebbe conseguenze “non solo finanziarie per l’Unione europea”. Una fretta facilmente spiegabile: le casse dello Stato sono sempre più a secco (la Grecia non riceve prestiti o aiuti da 10 mesi e ha continuato a onorare tutte le scadenze del debito) e se non sarà sbloccata al più presto almeno una parte dell’ultima tranche da 7,2 miliardi del piano di sostegno internazionale il default rischia di essere inevitabile. Serve un’intesa, dunque, ma prima ancora un clima favorevole per le trattative. Assistiamo così all’apertura del commissario Ue Pierre Moscovici secondo cui “L’intesa è fatta al 75%”. E subito dopo la frenata dalla Lagarde: “Resta ancora molto da fare”, con il carico da undici messo successivamente da alcune fonti Ue, che hanno escluso la possibilità di raggiungere un accordo entro domenica.

CAOS FISSO
Un fiume di dichiarazioni che in un mondo normale sarebbero censurate dalle autorità di controllo. Ma sulla Grecia si continua a fare carne di porco. E solo dopo che i mercati hanno incamerato tutto il nervosismo possibile arriva qualche precisazione. Foglie di fico che servono poco a coprire le vergogne di una tanto palese manipolazione delle Borse. Così ieri la stessa Lagarde ha definito “non accurate” le proprie affermazioni riportate dal quotidiano tedesco Faz a proposito dell’uscita della Grecia dall’euro. La solita mezza rettifica a tempo scaduto.