L’atroce dilemma del Pd. E’ nata prima la riforma costituzionale (l’uovo) o quella elettorale (la gallina)?

di Antonio Pitoni
Editoriale

E’ nato prima l’uovo o la gallina? Il paradosso già noto ai filosofi dell’antica Grecia torna attuale tra i contemporanei pensatori del Partito democratico. Che, alle prese con un altro quesito, quello referendario per il taglio da 945 a 600 dei parlamentari sul quale gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi il 20 e 21 settembre, si sono trovati di fronte ad un atroce dilemma: è nata prima la riforma costituzionale (l’uovo) o quella elettorale (la gallina)?

Il summit di cervelli, riunito per l’occasione, ha emesso il sofferto verdetto. Che il segretario del Pd, Nicola Zingaretti in persona, si è premurato di annunciare solennemente urbi et orbi: “Le preoccupazioni espresse da molte personalità sul pericolo di votare a favore del referendum sul taglio ai parlamentari senza una nuova legge elettorale, sono fondate e sono anche le nostre”. Insomma, al Nazareno non hanno dubbi: la gallina (la legge elettorale) va partorita prima dell’uovo (la riforma costituzionale).

E pazienza che la scienza sia convinta del contrario. Cioè che l’uovo abbia necessariamente preceduto la gallina. Ma anche volendo ignorare la conclusione degli scienziati – che la prima gallina sia nata sicuramente da un uovo – la sentenza dei giureconsulti del Nazareno difetta di un passaggio logico. Che non è sfuggito al politologo Gianfranco Pasquino: partendo dal presupposto che il Rosatellum è comunque da cancellare, come si fa ad approvare una legge elettorale “fintantoché non si sa quanti saranno i parlamentari da eleggere”? Mistero.