Atti giudiziari, Confindustria blinda gli invii di Poste. Per gli industriali è sbagliato abrogare la riserva a favore della società di Caio alla vigilia della privatizzazione

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Confindustria boccia quei passaggi del ddl concorrenza che abrogano la riserva legale di Poste italiane nella notificazione di determinati atti, per esempio quelli giudiziari. Gli industriali non sono pregiudizialmente contrari all’intervento, ma lo ritengono inopprtuno in un momento in cui il colosso pubblico guidato dall’Ad Francesco Caio si avvia alla privatizzazione. Meglio sarebbe, quindi, rinviare ogni decisione.

LE POSIZIONI
Le perplessità, in particolare, sono state espresse dal dg di viale dell’Astronomia, Marcella Panucci, in audizione alla Camera. Riferendosi all’abrogazione della riserva legale a Poste, la Panucci ha spiegato che “pur essendo condivisibile per la sua portata pro-concorrenziale, interviene su un percorso di privatizzazione già avviato, rischiando così di compromettere il consolidamento della società sul mercato azionario. Per questo motivo, è auspicabile che l’efficacia della misura venga prorogata e fatta coincidere con il termine di vigenza del prossimo contratto di programma 2015-2019, fissato al 31 dicembre 2019”.

L’IMPATTO
Dal canto suo Caio ha spiegato che “modificare le dinamiche competitive di questa riserva ha per noi un impatto molto importante in un contesto in cui i fondi pubblici sono diminuiti significativamente”. Per l’Ad di Poste “la modifica introduce un fattore di rischio mentre stiamo andando verso il mercato e abbiamo fatto un piano industriale di cinque anni”.