Pioggia di audizioni al Senato per insabbiare il ddl Zan. Lega e Forza Italia chiedono di sentire cento esperti. Domani a Milano la manifestazione contro il disegno di legge sull’omotransfobia

ddl Zan
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Passano i mesi, aumentano gli appelli dei cittadini ma il ddl Zan resta ferma al palo a causa dell’ostruzionismo del centrodestra. Sono 210 le proposte di audizioni arrivate in Commissione Giustizia al Senato per il ddl sull’omotransfobia, già approvato alla Camera. Una pioggia di pareri che rischiano di allungare all’inverosimile l’iter della norma in Aula che, senza alcuna sorpresa, vede protagonista la Lega di Matteo Salvini che da sola ha chiesto almeno 70 audizioni, seguita dagli alleati di Forza Italia che ne hanno chieste altre 30.

Altre 10 le ha sollecitate Italia Viva mentre soltanto una Fratelli d’Italia che, comunque, resta tra i più critici sul ddl voluto dal deputato dem Alessandro Zan (nella foto). Ben inferiori le richieste dei gruppi del centrosinistra, con il Pd che ha sollecitato 9 audizioni e il Movimento addirittura 5, che per evitare ulteriori perdite di tempo hanno chiesto di acquisire quelle già svolte dalla Camera. Le restanti audizioni, invece, sono state chieste dagli altri gruppi del Senato.

Un fuoco di sbarramento che ha indispettito i 5 Stelle che gridano allo scandalo e chiedono alla maggioranza di finirla con i soliti giochetti che hanno il solo scopo di far naufragare ogni tentativo di mettere fine a odiose discriminazioni. Critico anche il deputato dem, Filippo Sensi, secondo cui: “In Commissione Giustizia al Senato la Lega ha chiesto almeno 70 audizioni sul ddl Zan, Forza Italia altre 30. Immagino sia per capire meglio, mica per mettere i sacchi di sabbia, no”.

E per dire No al ddl Zan è stata indetta anche una manifestazione, in programma domani a Milano (dalle 15 in Piazza del Duomo). A lanciare l’iniziativa è stata la rete “Restiamo liberi”, che già a novembre scorso aveva manifestato e che chiede a tutti di stare “in piedi contro la legge liberticida”.

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