Aumento prezzi benzina, gas ed energia. I pm indagano, Draghi perde tempo. Partiti in pressing sul premier: servono misure urgenti

Aumento prezzi
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Soltanto qualche giorno fa il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani – a cui M5S, Pd e Iv hanno chiesto un’informativa urgente – ha parlato di “colossale truffa” a proposito dell’aumento dei prezzi. Di ieri la notizia che la Procura di Roma, alla luce dell’aumento del prezzo di gas, energia elettrica e carburanti, ha aperto un fascicolo di indagine (leggi l’articolo).

Aumento prezzi benzina, gas ed energia: la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta

Si tratta di un procedimento al momento contro ignoti senza indagati e senza ipotesi di reato. “L’indagine è volta a verificare le ragioni di tale aumento ed individuare eventuali responsabili”, spiega la Procura. Mentre continuano a registrarsi aumenti sulla rete carburanti con il gasolio che supera la benzina. Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia la media nazionale del gasolio supera di poco la benzina, posizionandosi sopra i 2,3 euro/l in modalità servito e oltre i 2,2 euro nel self. Salgono anche Gpl e metano auto.

La stessa Assopetroli-Assoenergia chiede di “garantire la congruità dei prezzi/aumenti” e di “stroncare tempestivamente” a qualunque livello della filiera le “condotte speculative” denunciate da più parti. “Senza ulteriori interventi c’è il rischio di rincari per il terziario di oltre il 160% e per il caro carburanti 21 miliardi di extra costi per il solo autotrasporto”, è l’allarme lanciato da Confcommercio che chiede al Governo ulteriori misure fino al “ricorso allo scostamento di bilancio” per poter fare più debito pubblico da destinare ad “adeguati ristori” e a ridurre “Iva e accise”.

Ma nonostante le insistenze della maggioranza – è tornato a chiederlo con forza Matteo Salvini, lo va ripetendo da giorni il capodelegazione 5S Stefano Patuanelli, lo vuole anche il Pd – non si farà ricorso, almeno per ora, a un nuovo scostamento di bilancio. Niente interventi in deficit, insomma, perlomeno fino alla riscrittura del Def che dovrebbe essere anticipata a fine mese. Il Governo intanto è al lavoro per approvare un primo pacchetto di misure anti crisi “già questa settimana”.

Il lavoro si starebbe concentrando in particolare su un pacchetto per contenere i prezzi di energia e carburanti. Sul fronte delle bollette si starebbe valutando un’ulteriore forma di rateizzazione oltre a un intervento per calmierare ancora gli aumenti dopo gli interventi degli ultimi mesi.

Di sicuro ci sarà la riduzione delle accise su benzina e diesel – attraverso l’extragettito Iva – e potrebbe trovare posto subito anche il nuovo intervento sulle rate per le bollette – per ora è previsto un meccanismo rafforzato, il 50% subito e il resto in 10 rate, per i pagamenti di luce e gas emessi da gennaio ad aprile. Per trovare fondi sufficienti a dare ossigeno a famiglie e imprese il governo sta anche studiando il modo per estendere il prelievo sugli extraprofitti – già introdotti per le produzioni da rinnovabili – anche alle altre società energetiche.

Per il grosso degli aiuti, soprattutto per le attività esposte ai rincari delle materie prime, bisognerà aspettare però che si definisca la cornice europea: non solo il via libera al temporary framework sugli aiuti di Stato modello Covid anche per fronteggiare la crisi energetica, ma anche le decisioni che dovrà assumere il prossimo Consiglio Ue del 24 e 25 marzo sulle spese che dovranno affrontare gli Stati per evitare che la frenata dell’economia diventi recessione. L’Italia, insieme alla Francia, sogna un Recovery di guerra e nel frattempo si batterà a Bruxelles, assicurano da Palazzo Chigi, per introdurre un tetto europeo ai prezzi delle importazioni di gas.