Una legge, quella sullโAutonomia differenziata che โpresenta gravi criticitร dal punto di vista costituzionale”. A dirlo, anzi, a urlarlo, รจ lโappello firmato da 120 tra costituzionalisti, ex giudici o presidenti della Corte Costituzionale, come Enzo Cheli, Ugo de Siervo, Gaetano Silvestri, e altri autorevoli docenti di diritto costituzionale, come Vittorio Angiolini, Maria Agostina Cabiddu, Roberto Zaccaria, Gaetano Azzariti, Paolo Caretti, Roberta Calvano, Massimo Villone, Franco Bassanini, Gian Candido De Martin, FUlco Lanchester o Giovanna De Minico.
Per tutti i firmatari, quella norma elaborata dal ministro Roberto Calderoli โรจ presentata come una legge di attuazione costituzionale dell’art.116, comma 3, della Costituzione”, ma in realtร “risulta del tutto fuorviante” rispetto alla norma che dovrebbe attuare. Perchรฉ, spiegano i firmatari, lโarticolo 116, comma 3 della Costituzione, โsi limita a prevedere โsu iniziativa della Regione interessataโ la possibilitร di un limitato ampliamento dei poteri di una singola Regione per soddisfare specifiche esigenze territoriali e in via di eccezione”.
La riforma Calderoli, invece โrisulta improntata ad un principio antitetico rispetto a quello del titolo V: sembra voler far diventare regola quella che nell’art. 116 รจ chiaramente concepita come eccezioneโ.
Parlamento del tutto esautorato
Inoltre, aggiungono, secondo Costituzione “lโautonomia differenziata” dovrebbe essere attuata con atto del Parlamento, e in particolare con una legge approvata a maggioranza assoluta, per evitare l’emarginazione delle forze politiche non appartenenti alla maggioranza di governo”. Invece “la legge n. 86 del 2024 conferisce al Governo un peso preponderante per giungere “all’autonomia differenziata”. I ruoli vengono cioรจ capovolti: al Parlamento si riconosce solo il compito di “ratificare” l'”Intesa” con la Regione sostanzialmente decisa dal Governo”.
Un falso che l’Autonomia differenziata sarร a costo zero
Infine, รจ da smontare lโidea che si tratti di una riforma a costo zero: in realtร il calcolo dei Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) concernenti i diritti civili e politici comporterร inevitabilmente lo stanziamento di un ammontare molto consistente di risorse per il loro finanziamento”.
Se entrasse in vigore, conclude lโappello, โla conseguenza inevitabile sarebbe il sacrificio dell’eguaglianza e dell’uniformitร dei diritti politici, civili e sociali: in una parola dei diritti fondamentali dei cittadiniโ.