Autostrada disastrata. La Salerno-Reggio Calabria ora bloccata pure dalla magistratura. Sequestrati tratti di strada per chiarire le cause di due incidenti

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Un’altra tegola sul percorso di Matteo Renzi e sul suo desiderio che la Salerno-Reggio Calabria sia inaugurata entro fine anno. Oggi, infatti, è stata posta sotto sequestro preventivo la galleria “Fremisi-San Rocco” sull’autostrada A3 in direzione sud e di un tratto in prossimità della stessa (dal chilometro 368+160 fino al suo imbocco). Il provvedimento è stato disposto dalla procura della Repubblica di Vibo Valentia. L’autostrada, insomma, sarà chiusa tra gli svincoli di Mileto e Serre San Bruno (entrambi i paesi in provincia di Vibo, appunto). I tecnici sono stati nominati per chiarire le cause di due incidenti: quello del 25 novembre 2015, in cui ha perso la vita Domenico Napoli e quello del primo marzo scorso in cui rimasero uccisi quattro giovani di Gioia Tauro: Marzio Canerossi, Giuseppe Speranza, Fortunato Calderazzo e Francesco Carrozza.

L’INCHIESTA
Sono 13 le persone indagate dalla Procura di Vibo Valentia nell’ambito dell’inchiesta. Tra loro ci sono dirigenti Anas, collaudatori del tratto della A3 interessato, il direttore del centro manutenzione, del Rup dell’ammodernamento, il legale rappresentante pro tempore della Società italiana per condotte d’acqua spa con sede a Roma. I tecnici incaricati dalla Procura hanno evidenziato un errore progettuale poiché nella realizzazione dell’opera non è stato neppure previsto un dispositivo di protezione. L’ente, rileva la Procura nel decreto di sequestro, avrebbe dovuto provvedere a installarlo comunque dopo il primo incidente mortale avvenuto il 25 novembre 2015, invece non è stato fatto e il primo marzo scorso un altro incidente ha causato la morte di altri quattro giovani della Piana di Gioia Tauro che stavano tornando da una serata di festa trascorsa in compagnia. Nella consulenza disposta dalla procura viene evidenziato, inoltre, che durante gli incidenti, avvenuti di notte, la galleria “presentava l’impianto di illuminazione non funzionante perché soggetto a continui furti di cavi elettrici.

STRADA PERICOLOSA
“L’adozione del provvedimento – dichiara in una nota il procuratore Mario Spagnuolo – è reso necessario tenuto conto di quanto preliminarmente evidenziato dai consulenti tecnici in ordine alla pericolosità di quel tratto autostradale”. In particolare, secondo gli esperti, ci sarebbero “gravi difetti strutturali” per la conformazione dell’asfalto e la mancanza di illuminazione e di barriere di protezione.
Le indagini della Procura proseguono “al fine di operare la precisa ricostruzione della dinamica dei sinistri ed individuarne le responsabilità”.
Il sequestro è stato adottato per prevenire ulteriori vittime della strada fino a che l’opera non verrà messa in sicurezza. Il decreto di sequestro dell’opera evidenzia come “è tangibile il rischio per l’incolumità pubblica, per gli utenti della strada che quotidianamente percorrono il tratto su indicato”.