Autostrade incontentabili. Vogliono concessioni infinite. Palenzona (Aiscat) nega i mini investimenti. E dopo il regalo dello Sblocca Italia chiede di più

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Non si rassegnano: i concessionari autostradali vogliono tariffe più alte e affidamenti pubblici più lunghi. Cosa danno in cambio non si sa, visto che gli investimenti obbligatori sulle reti sono quanto meno invisibili. In Parlamento però si presentano con una lista di richieste (come se non avessero ottenuto sempre di tutto e di più). E ieri in audizione alla Camera, l’Aiscat (l’associazione delle società concessionarie, guidata da Fabrizio Palenzona) ha tirato fuori la sua singolare interpretazione di una direttiva dell’Unione Europea che subordina agli investimenti dei privati la necessità di avere regole certe e chiare sulle concessioni. Di qui la richiesta che l’articolo 5 del decreto Sblocca Italia sia effettivamente superato da questa direttiva comunitaria.

SOLO MANUTENZIONI
L’articolo aveva provocato molte critiche perché regalava alle concessionarie un allungamento delle concessioni ine ssere senza ricorrere a nuove gare. Troppo visto che queste società – con in prima fila Autostrade per l’Italia del gruppo Benetton – da anni sono avarissime negli investimenti sulla rete, limitandosi a piccoli interventi di manutenzione per l’usura del manto stradale. Tutto falso, secondo l’Aiscat, che invece parla di tariffe troppo basse. Questi sì che guidano ubriachi in autostrada.

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