Autostrade, sulle aree di servizio comandano i tedeschi. Benetton e Caltagirone: Roland Berger decide a chi dare le concessioni

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di Stefano Sansonetti

Per la serie: le grandi società di consulenza estere ormai in Italia fanno il bello e il cattivo tempo in ogni settore dell’economia. Vedere, per credere, quello che sta succedendo in tre società che gestiscono migliaia di chilometri di tratte autostradali nostrane, ovvero Autostrade per l’Italia, Società autostrada tirrenica e Società italiana per il traforo del Monte Bianco. Ebbene, nei giorni scorsi tutte hanno deciso di affidare alla società di consulenza tedesca Roland Berger un compito di non poco conto. Ovvero quello di occuparsi dell’affidamento dei servizi di ristoro, market e carburante nelle aree di servizio di pertinenza delle tre società. In ballo, tanto per capire di cosa stiamo parlando, c’è l’assegnazione di ben 33 concessioni, relative ad altrettante stazioni. Tutte la procedure, in pratica, sono adesso in mano ai consulenti tedeschi.

Gli altri casi
Il business autostradale, del resto, è solo uno dei tanti settori sui quali ormai le mani delle grandi società di consulenza estera hanno una presa fortissima. Tanto per dirne una, i piani industriali della Cassa depositi e prestiti, la holding del Tesoro che vanta partecipazioni come quelle in Eni, Terna e Snam, vengono scritti da anni dalla società di consulenza americana McKinsey. L’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza guidato da Antonio Mastrapasqua, è incisivamente presidiato dal gruppo internazionale Kpmg, che per l’ente predispone piani di organizzazione, supporta le gestione e controlla anche i fondi per il welfare.

Benetton e Caltagirone
Tornando al coinvolgimento di Roland Berger nelle questioni autostradali italiane, la maggior parte delle 33 concessioni da assegnare fa parte della rete gestita da Autostrade per l’Italia, che per il tramite di Atlantia fa capo alla famiglia Benetton. La società, in particolare, in questi giorni ha chiamato in causa i consulenti tedeschi per occuparsi dell’affidamento di 8 aree di servizio, a cui se ne aggiungono altre 22 messe in programma lo scorso luglio. I documenti precisano che i tedeschi dovranno svolgere “l’incarico di organizzare, gestire e controllare, in totale autonomia e indipendenza, le procedure competitive finalizzate all’affidamento dei servizi ristoro e market da svolgersi nelle aree di servizio autostradali di pertinenza di Autostrade”. Autonomia e indipendenza imprescindibili, se solo si considera che la stessa famiglia Benetton, proprietaria di Autostrade, possiede anche Autogrill, ovvero uno dei massimi pretendenti nella corsa alle stazioni di servizio. Schema simile è stato seguito da Sat-Società autostrada tirrenica, riconducibile con quote uguali del 24% alla medesima Autostrade, a Vianco (che a sua volta fa capo alla Vianini Lavori del gruppo Caltagirone) e a Holcoa (riconducibile alle cooperative Ccc, Cmb di Carpi, Cmc di Ravenna e Unieco). Alla Sat fanno riferimento due aree di servizio. Quanto alla Società italiana per il traforo del Monte Bianco, controllata da Autostrade, la stazione in gioco è solo una. Per tutte la durata delle concessioni da assegnare avrà una scadenza fissata tra il 2020 e il 2033.

Twitter: @SSansonetti