Avanti con la riorganizzazione. Ma il Movimento non è un partito. Parla Gubitosa (M5S): “Chi non ci sta si accomodi altrove. Il leader politico è Di Maio e non è in discussione”

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“Di Maio non è in discussione”. E ancora. “Chi vuole trasformare il Movimento in un partito può andare in uno dei tanti partiti che già esistono”. Il deputato M5S, Michele Gubitosa, va dritto al punto. Derubrica i mal di pancia interni a “confronto, dibattito” tra “tante idee diverse”. Ma avverte: “Se cominciamo a parlare di organi direttivi ci trasformiamo in un partito”. Con il rischio di snaturare il Movimento stesso e la mission per la quale è nato: portare i cittadini nelle Istituzioni.

Di Maio è stato chiaro: chi tra i Cinque Stelle rincorre il proprio ego alimentando polemiche a mezzo stampa può accomodarsi alla porta. Parole chiare ma che rivelano però che il problema dei dissidenti nel Movimento non è un’invenzione dei giornali, non crede?
“Nel Movimento 5 Stelle c’è confronto, dibattito, tante idee diverse. Ma se cominciamo a parlare di organi direttivi ci trasformiamo in un partito senza esserlo. Chi vuole trasformare il Movimento in un partito può andare in uno dei tanti partiti che già esistono. Siamo cittadini nelle Istituzioni: non dobbiamo dimenticarlo”.

Poi c’è la questione del doppio ruolo di Di Maio, capo politico M5S e ministro. Non manca nel movimento chi gli chiede di scegliere tra l’uno è l’altro: la sua leadership è messa in discussione?
“Di Maio non è in discussione. Non vedo perché qualcuno dovrebbe mettere in discussione la leadership di Luigi. I nostri iscritti gli hanno dato un ampio mandato per portare avanti le battaglie del Movimento. Più soldi in busta paga per i lavoratori, stop superticket e carcere per i grandi evasori sono in Manovra, insieme ad altre leggi importanti. Sappiamo che ha una vita piena di lavoro e appuntamenti ma, sinceramente, sta adempiendo al suo ruolo con il massimo impegno e dovremmo ringraziarlo per tutto quello che fa per il Movimento”.

Sta di fatto, però, che da due mesi non riuscite ad eleggere il nuovo capogruppo. Tra i deputati la spaccatura sembra evidente: è in atto uno scontro tra pro e contro Di Maio?
“Non c’è nessuno scontro ma solo una forte dialettica interna. È chiaro che il punto di equilibrio sul capogruppo va trovato quanto prima e lo faremo”.

E della riorganizzazione del Movimento, annunciata subito dopo le Europee ma ancora inattuata che ne è stato? Non sarà colpa anche di questo ritardo se nel frattempo i mal di pancia tra i Cinque Stelle sono cresciuti?
“Da poco ho annunciato la mia candidatura come Facilitatore Imprese del “Team del Futuro”. Mi piacerebbe che fare impresa in Italia diventasse finalmente qualcosa di accessibile per tutti coloro che hanno un sogno e lo vogliono realizzare. Ora è il momento di unirci, di dare una mano, di spingere ancora di più sui temi per i cittadini”.

C’è chi rivendica più collegialità nelle decisioni: a molti non va giù l’idea di vedersi dettare la linea del Blog delle Stelle senza confronto interno tra gli eletti. è uno dei punti che la riorganizzazione dovrebbe prendere in considerazione?
“È chiaro che, dopo dieci anni, c’è bisogno di dare una organizzazione diversa al Movimento. Una linea condivisa, il contatto con i territori, un nuovo patto con i cittadini, sono i punti fondanti di un percorso già intrapreso. Credo che già ad inizio 2020, potremo cominciare a lavorare a questo progetto per dare nuova linfa al Movimento 5 Stelle”.