Bomba nel centro di Atene, ma il boom lo fanno i mercati

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di Leonardo Rafanelli

Non era certo questo il “botto” in cui la Grecia sperava nel giorno del suo ritorno sui mercati internazionali. Un potente ordigno, infatti, è esploso ieri mattina davanti alla sede della Banca Centrale Greca, causando alcuni danni ma nessuna vittima. Un segnale, forse, diretto proprio al cuore dell’Europa. Non soltanto perché domani la cancelliera tedesca Angela Merkel arriverà in visita ad Atene, ma anche perché l’attentato è arrivato proprio in occasione dell’avvio, da parte della Grecia, di un’asta di titoli di Stato con scadenza quinquennale: la prima dopo quattro anni pesanti, scanditi da richieste di aiuto all’Unione europea e al Fondo monetario internazionale. Asta che tra l’altro è stata salutata da una vendita record.

L’esplosione
Secondo le prime ricostruzioni della Polizia, l’ordigno era stato piazzato dentro una Nissan Sunny, parcheggiata proprio davanti all’edificio che ospita la Banca Centrale. Lì vicino ci sono anche gli uffici della Troika (Ue, Bce e Fmi). L’esplosione è avvenuta intorno alle 6.00 e il rumore è stato avvertito in gran parte della città. Dentro l’automobile, secondo gli inquirenti, c’erano almeno 75 chili di dinamite.

Le indagini
Un’ora prima dell’attentato, il sito di notizie Zougla e il giornale Efymerida ton Syndakton avevano ricevuto una telefonata anonima, in cui l’interlocutore avvertiva che una bomba sarebbe esplosa entro 45 minuti tra le vie Panepistimiou e Stadiou. La polizia è allora intervenuta per bloccare l’accesso all’area, riuscendo a farlo prima dell’esplosione. Successivamente non c’è stata alcuna rivendicazione, ma le indagini sembrano puntare sui gruppi di anarchici. Tra essi, quello che fa riferimento alla lotta rivoluzionaria di Nikos Maziotis e della sua compagna Pola Roupa. I due sono considerati al momento i registi dell’attentato, insieme a Christodoulus Xiros, uno degli ex capi di un gruppo estremista chiamato “17 novembre”, ora disciolto. Xiros era evaso dal carcere lo scorso gennaio ed è considerato responsabile di 23 omicidi, distribuiti su un arco di tempo che va dal 1975 al 2000. Secondo i media ateniesi sarebbe in cima alla lista dei sospettati, essendo tra l’altro di uno dei pochi a possedere le conoscenze tecniche per costruire un ordigno del genere.
Il giorno scelto, per gli ufficiali dell’antiterrorismo, non è casuale, vista la vicinanza della visita della Merkel. C’è inoltre un altro punto che viene messo in evidenza: il furto del veicolo è avvenuto cinque giorni fa, il che starebbe ad indicare che il “colpo” non era stato pianificato da tempo. I rischi, inoltre, sarebbero stati molto alti: non è cosa semplice portare nel centro di Atene un veicolo pieno di esplosivo. A meno che, come sostengono alcuni, non fossero state predisposte adeguate “coperture”.
C’è infatti chi pensa ad altri scenari, come il magazine “Spirospero” che parla di un tentativo di destabilizzazione, forse anche col supporto di servizi segreti deviati: un’eventualità che in passato, ad Atene, si è già verificata in momenti di particolari tensioni politiche.

La pista ufficiale
La pista ufficiale, in ogni caso, resta quella insurrezionalista. Anche perché ci sarebbe un precedente: il 18 febbraio 2009 un’altra bomba fu piazzata davanti agli uffici della Citibank, nel lussuoso quartiere di Kifissia. Quell’ordigno, però, aveva un difetto e non esplose. Per quanto riguarda la bomba di ieri, comunque, potrebbero esserci dei testimoni. I media locali hanno infatti riferito di alcuni passanti che avrebbero visto una persona parcheggiare l’autobomba verso le 5.00 per poi allontanarsi di corsa. E sulla vicenda è intervenuto anche il portavoce del governo, Simos Kedikoglou, che parlando alla televisione privata “Skai” ha garantito: i terroristi non raggiungeranno il loro obiettivo.