Bagarre sulle nomine di Stato. Nodo Massolo in Fincantieri. Il suo nome non è negli elenchi per il nuovo Cda

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Un’assenza vistosa e un nome di peso. Nella tornata di nomine in corso di definizione nelle società del Tesoro irrompono alcune novità di non poco conto. Una di queste riguarda Fincantieri, controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti tramite Fintecna. Nei giorni scorsi, in vista dell’assemblea in programma per il 19 maggio, gli azionisti hanno depositato due liste per un totale di sette nomi. Nell’elenco di Fintecna, azionista con il 71,6% del capitale, compaiono Nicoletta Giadrossi, Simone Anichini, Donatella Treu (ex Ad del Sole 24 Ore), Giuseppe Bono (Ad di Fincantieri dal 2002, destinato a essere confermato) e Fabrizio Palermo. In quella di Inarcassa, azionista di Fincantieri con l’1,13%, sono inseriti i nomi di Paola Muratorio (già presidente dell’ordine degli architetti) e Gianfranco Agostinetto.

IL DETTAGLIO – Il fatto è che venerdì scorso, a margine del Consiglio dei ministri che ha deciso i nuovi vertici di Servizi segreti e Polizia, è venuto fuori che il Governo vorrebbe proiettare alla presidenza di Fincantieri Giampiero Massolo, ambasciatore e fino a qualche giorno fa capo del Dis (coordinamento dei Servizi segreti). Il nome di Massolo, però, non è nelle liste depositate da cui si attingerà per la composizione del Cda del gruppo cantieristico. C’è chi in queste ore sta facendo notare questa sorta di “anomalia”, per la quale sarà necessario un intervento ad hoc. Sempre che il nome di Massolo sia effettivamente in agenda. D’altro canto c’è anche chi dice che l’azionista di maggioranza, visto che lo statuto di Fincantieri prevede un Cda composto da un minimo di 7 a un massimo di 13 membri, potrebbe integrare la sua lista in sede di assemblea. E così mettere in pista Massolo. Si vedrà. Altra partita si gioca in Invitalia, società con compiti delicati nello sviluppo della banda larga e nella gestione di Bagnoli.

GLI ALTRI – Qui Domanico Arcuri, Ad dal 2007, sta provando a strappare una conferma. Ma proprio in queste ore è uscito fuori un nome di peso per la sua sostituzione. Si tratta di Bernardo Mattarella, nipote del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi capo del settore “Incentivi e innovazione” di Invitalia, in pratica la divisione più importante della società. Bisogna però vedere fino a che punto, pur riconoscendone le competenze, un cognome del genere potrà essere speso per guidare una società tanto delicata quanto sdrucciolevole come Invitalia, dove le aumentate responsabilità corrispondono ad altrettanti rischi. Altra società del Mef che deve cambiare il Cda è la Sose, responsabile degli studi di settore. Per il ruolo di Ad si fanno i nomi di Alessandro Santoro e Vieri Ceriani. Il primo, professore e già consulente di palazzo Chigi, sembra un po’ a digiuno delle dinamiche aziendali della Sose. Il secondo è una vecchia conoscenza del Mef ed è considerato uno dei Visco boys di più vecchia data.

Twitter: @SSansonetti