Ballano poltrone ai piani alti delle Agenzie fiscali. Reggi in uscita dal Demanio. Al suo posto inizia a circolare il nome di Scalera

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Con un nuovo Governo in sella, seppur in gran parte fotocopia del precedente, anche dalle parti delle Agenzie fiscali ci si interroga sui futuri assetti al vertice. Cambiamenti consistenti, per dire, sono attesi all’Agenzia del Demanio, responsabile di quello che una volta poteva essere definito il ricco patrimonio immobiliare pubblico. Sono in molti a credere che l’anno prossimo dalla struttura uscirà Roberto Reggi, attuale direttore, entrato nel 2014 in quota Matteo Renzi ma in questi anni approdato a lidi più vicini al ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio. Reggi, già sindaco di Piacenza dal 2002 al 2012, legò con Renzi proprio nel periodo d’oro dei primi cittadini e dell’Anci. E già da diverso tempo va esternando la voglia di abbandonare il Demanio. Pare che la sua intenzione sia quella di candidarsi alla Camera alle prossime elezioni. O in alternativa provare a trovare una bella poltrona all’Enel, visto che è un dirigente con trascorsi proprio nel colosso elettrico. Al suo posto, come direttore dell’Agenzia del Demanio, potrebbe tornare Stefano Scalera, già capo della direzione VIII del Tesoro (quella che ha competenze sul patrimonio pubblico) e attualmente consigliere dell’appena confermato ministro Pier Carlo Padoan.

Passaggi – In alternativa il nome di Scalera viene proposto come possibile nuovo Ad di Invimit, di cui è ora consigliere di amministrazione. Parliamo della società di fondi immobiliari del Tesoro che nei pochi anni di vita non è mai riuscita a dare grandi soddisfazioni a via XX Settembre. In quest’ultima ipotesi Scalera andrebbe a sostituire Elisabetta Spitz, che secondo molti osservatori potrebbe fare un passo indietro. Molto dipenderà anche dai futuri assetti del gabinetto del Tesoro, dove secondo alcune voci il nuovo capo potrebbe diventare Luigi Fiorentino, che prenderebbe il posto di Roberto Garofoli. Ma dipenderà anche dalle decisioni che saranno prese sul futuro dell’Agenzia del Demanio. Dopo il federalismo demaniale, infatti, la struttura ha perso il presidio di molti asset di valore. Inoltre va ricordato che lo stesso Demanio è rimasto fuori dalle operazioni di accorpamento che hanno portato alla nascita dell’Agenzia delle entrate e del territorio e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Gli sviluppi – Ragioni più che sufficienti, a quanto filtra, a dare il via a un inserimento del Demanio all’interno delle Entrate, per dar vita a una nuova super agenzia fiscale. E quando si parla di ristrutturazioni in corso non si può non citare il caso Agenzia delle Entrate-Equitalia. Dopo il dl di soppressione di quest’ultima (n. 193 del 2016) si deve ancora aprire una fase transitoria che prevede la nomina di un commissario-liquidatore. Questo, secondo il provvedimento, sarà lo stesso Ad uscente di Equitalia, ovvero il fiscalista Ernesto Maria Ruffini, che vanta un trascorso di 17 anni nello studio legale dell’ex ministro delle finanze, Augusto Fantozzi, e qualche frequentazione “leopoldina”. Il commissario, in particolare, avrà il compito di favorire il passaggio da Equitalia a un nuovo ente pubblico economico che si chiamerà “Agenzia Entrate-Riscossione”, controllato integralmente dall’Agenzia delle Entrate (mentre finora Equitalia per il 49% ha fatto capo all’Inps). Ed è il decreto stesso a stabilire che il nuovo presidente di questo ente sarà lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate. Qui il Governo Renzi, nel 2014, ha chiamato come direttore l’empolese Rossella Orlandi. Che però renziana non è, considerata la sua “estrazione” riferibile direttamente all’ex ministro delle finanze Vincenzo Visco. Molti sostengono che l’anno prossimo la Orlandi lascerà la guida del Fisco. Ma da qui a dire che il suo posto sarà preso da Ruffini ce ne passa.

Twitter: @SSansonetti