Banche, Jobs Act, Equitalia, statali e leggi ferme al palo. Tutti i dossier aperti per il Governo Gentiloni

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Il lavoro, per la squadra di Paolo Gentiloni, non sarà di certo poco. Sono tanti i dossier aperti sul tavolo dell’Esecutivo. Banche, a partire da Mps, certo. Ma non solo. Dalla riforme da completare, passando per la pubblica amministrazione e il Jobs Act, andiamo a vedere i principali dossier di cui dovrà occuparsi Gentiloni.

Dal Jobs Act alla Povertà – Tra i testi congelati c’è anche il ddl Povertà dell’uscente ministro Giuliano Poletti, approvato dalla Camera il 14 luglio e in corso di esame in commissione Lavoro al Senato. Non solo. Tra i provvedimenti economici in attesa di via libera c’è anche il Jobs Act per gli autonomi, passato da poco all’esame di Montecitorio dopo l’ok di Palazzo Madama, ma anche il ddl Concorrenza, varato dal governo nel 2014 e fermo da mesi in commissione in Senato dopo l’ok della Camera.

Lavoro: incognita referendum –  A proposito di Jobs Act, sull’intera riforma ora pende l’incognita dei tre quesiti referendari proposti dalla Cgil e accettati dalla Corte Costituzionale, su articolo 18, stop ai voucher e appalti. È possibile, dunque, che qualcosa venga modificato in corso d’opera.

Che fine farà Equitalia? – Resta in piedi la riforma di Equitalia da attivare, dalla nomina dell’attuale ad Ernesto Maria Ruffini a commissario per la transizione alla definizione dello statuto del nuovo ente. In scadenza ci sono anche i direttori dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, e del Demanio Roberto Raggi. Il giro delle poltrone riguarderà anche le grandi quotate pubbliche, da Eni ed Enel a Poste e Finmeccanica, ma questo potrebbe anche slittare, lasciando il compito all’Esecutivo successivo.

Decreto banche –  Il capitolo più delicato, però, sarà senz’altro quello relativo alle decisioni del Monte dei Paschi delle prossime ore, che potrebbe comunque tentare di proseguire con l’aumento di capitale da realizzare sul mercato, evitando l’intervento pubblico. Il provvedimento con il paracadute per Mps sarebbe comunque già pronto e sarebbe il veicolo con cui sanare diversi altri capitoli, dalla possibilità per le Bcc di utilizzare le deduzioni fiscali sui crediti svalutati (Dta) alla contabilizzazione (in 5 anni) dei contributi delle banche al Fondo di risoluzione.

Crisi industriali – Almaviva, per la quale tra l’altro sarebbe convocato un nuovo incontro oggi, è solo uno dei circa 150 tavoli di crisi aperti al ministero guidato fino a oggi da Carlo Calenda, che ha comunque recentemente rivendicato la chiusura di 26 vertenze quest’anno. Oltre all’Ilva (con la questione irrisolta dalla manovra delle risorse ad hoc da stanziare per l’emergenza sanitaria) l’allerta è massima anche per Alitalia, che la prossima settimana dovrebbe varare il nuovo piano industriale, stretta tra la necessità di arginare le perdite ma anche di trovare nuove alleanze.

Statali al palo – Rischia lo stop anche la partita dei cosiddetti furbetti del cartellino sulla quale il Governo si era ripromesso di intervenire dopo che la Corte Costituzionale ha acceso il faro su tre decreti delegati della riforma Madia per la mancata concertazione con le Regioni.