Bankitalia spende 47 milioni solo per le pulizie

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di Stefano Sansonetti

Per carità, per lavorare bene servono ambienti tirati a lucido. Quando poi si parla di sale, corridoi e proprietà varie della Banca d’Italia, la “riserva della repubblica” che ha prestato ministri e presidenti del consiglio allo Stato, sul punto non si può davvero transigere. E non si possono lesinare spese. Peccato, però, che proprio per servizi di pulizia, sanificazione e facchinaggio dedicati alle sue sedi romane, la banca centrale abbia messo in conto di spendere la bellezza di 47 milioni di euro in quattro anni. Almeno è questa la cifra che via Nazionale ha individuato come base di partenza in un bando di gara appena predisposto. C’è da immaginare che tutti, a via Nazionale, si stiano augurando di spuntare considerevoli ribassi. Ma anche in tal caso sembra che l’esborso finale sarà destinato a essere molto cospicuo, per usare un eufemismo.

La procedura
Cominciamo subito dicendo che l’attività dovrà essere svolta a beneficio di 37 complessi immobiliari situati a Roma e del Centro Donato Menichella ubicato a Frascati. Naturalmente nel pacchetto rientrano tutti i principali immobili di Bankitalia nella capitale, a partire dalla sede di palazzo Koch a via Nazionale. Ma ci sono anche i complessi di via XX Settembre, di via Tuscolana e il circolo sportivo della banca centrale di largo Volumnia. I servizi, non c’è dubbio, non sono di poco conto. Per quanto riguarda quella che i documenti di gara definiscono l’ “area romana”, per esempio, si tratta di attività come pulizia, fornitura di distributori di asciugamani, disinfezione automatica del Wc, fornitura di carta igienica, disinfezione e disinfestazione, lavaggio e manutenzione tende. Lo stesso, grosso modo, è previsto per il Centro Menichella. Per tutto questo, come detto, Bankitalia mette sul piatto una base di gara di 47 milioni di euro per i prossimi quattro anni, cifra a cui si arriva dalla somma dei due lotti descritti nei documenti messi a punto dai tecnici dell’istituto di via Nazionale. Ora, non si può negare che Bankitalia abbia sul territorio del Belpaese un patrimonio immobiliare sterminato. Ma è possibile spendere una cifra di questo tipo per servizi di pulizia relativi ai soli immobili romani? Già, perché prendendo proprio la base di gara, viene fuori che la spesa annua prevista è di più di 11 milioni di euro, pur se destinati ad abbassarsi all’esito della procedura (anche se non si sa in quale misura).

La posizione della banca centrale
Bankitalia, contattata da La Notizia, naturalmente ha replicato sostenendo che si tratta di una cifra congrua. La banca centrale, innanzitutto, ha fatto sapere che il servizio riguarda 37 complessi immobiliari romani per una superficie totale di 547.827 metri quadrati. Questo per dire che si tratta di una considerevole mole di lavoro. In più via Nazionale ha fatto sapere che l’entità della cifra inserita nel bando è stata fissata considerando che l’85% di essa servirà per coprire il costo del lavoro del personale, così come fissato nelle tabelle del contratto nazionale delle imprese di pulizia. Alla fine, questa è la versione di palazzo Koch, il costo della manodopera giornaliera sarà di 0,067 euro a metro quadrato. Messa così sembrerebbe quasi un affare. Ripetiamo, sono dati forniti dalla banca centrale.

Le altre spese
Di certo non è la prima volta che Bankitalia si trova a spendere cifre importanti nella gestione dei suoi appalti. Qualche tempo fa è stata aggiudicata una gara per la manutenzione delle aree verdi della banca centrale, comprensive di piante, fiori, giardini e addirittura uliveti e spazi intorno ai campi da tennis del circolo dove vanno a rilassarsi i funzionari. Per tutto questo, palazzo Koch ha assegnato la gara per 5 milioni e 331 mila euro, anche in questo caso all’interno di un contratto quadriennale. Insomma, nessuno nega che Bankitalia abbia immobili numerosi e dispendiosi da gestire. Ma certo il prezzo che ogni volta occorre pagare appare un bel po’ alto. Chissà, magari con una centrale acquisti si riuscirebbe a risparmiare un po’. E poi vien da chiedersi a che punto sia la dismissione di tutto quel patrimonio immobiliare infruttuoso che la banca centrale ha in cantiere da tempo. Perché per gestirlo, tra appalti e spese varie, se ne stanno andando un sacco di soldi.

Uliveti, piante, fiori e giardini. Così si buttano via altri 5 milioni

Va bene che nel paese c’è una crisi che non finisce di mordere. E sarà pure vero che in un momento di vacche drammaticamente magre, come ripetono tutti, bisognerebbe cercare di risparmiare e tagliare spese inutili e sprechi vari. Ma quando ci sono di mezzo prati, fiori e giardini della Banca d’Italia, per non parlare degli uliveti e dei campi da tennis che allietano i momenti di relax dei suoi dipendenti, sembra proprio che regole e princìpi possano meritarsi una bella eccezione. Eh già, perché dalle parti della banca centrale, guidata da Ignazio Visc0, non si è davvero voluto badare a spese per la manutenzione e lo sviluppo delle “aree verdi” che circondano le principali sedi romane dell’istituto. Compreso il supercircolo sportivo sulla via Tuscolana che conta campi da tennis e da calcio. Alla fine l’assegno staccato da palazzo Koch corrisponde alla bellezza di 5 milioni e 331 mila euro. La cifra, davvero sostanziosa, servirà tra le altre cose per “la fornitura, la collocazione, la manutenzione e il ritiro di piante ornamentali”, per “la manutenzione delle zone destinate a uliveto e degli ulivi ubicati nelle zone circostanti gli edifici” e per “la fornitura di composizioni di fiori recisi”. Non c’è che dire, devono essersi detti a via Nazionale, anche l’occhio vuole la sua parte. Peccato che per soddisfare questa esigenza incomprimibile l’istituto abbia deciso di mettere mano al portafoglio in modo consistente. A esultare, oltre ai funzionari della banca centrale che potranno riposarsi in questi spazi, è anche la Società Cooperativa Florovivaistica del Lazio, una coop “rossa” ubicata in piena via Appia Antica, a un tiro di schioppo dalla tomba di Cecilia Metella.

La procedura
La cooperativa in questione, qualche mese fa, si è aggiudicata un appalto predisposto dai tecnici di Bankitalia. I quali, addirittura, avevano indicato come base d’asta la cifra di 7 milioni e 50 mila euro. Dai documenti di gara si apprende che il servizio di manutenzione delle aree a verde e di noleggio delle piante ornamentali riguarda innanzitutto “gli edifici della Banca in Roma e per il centro Donato Menichella in Frascati”. Subito dopo le carte aggiungono che le attività in questione dovranno essere prestate anche per le aree a verde dei campi da tennis e di calcio presso il centro sportivo situato nei pressi di via Tuscolana. Di sicuro è stato davvero un bel colpo per la Società Cooperativa Florovivaistica del Lazio, che in base ai documenti di aggiudicazione della commessa è riuscita a prevalere su altre sette società concorrenti che avrebbero voluto mettere le mani sul “gustoso” appalto.

La vincitrice
Del resto la cooperativa, storicamente guidata da Carlo Scarchilli e dalla famiglia Amadio, è abituata ad avere clienti istituzionali Vip. Dal sito internet, per esempio, si apprende che l’azienda lavora anche per Coni, provincia di Roma, comune di Roma, consiglio regionale del Lazio, Auditorium Parco della Musica e Presidenza del consiglio dei ministri. Tutto questo ha permesso alla cooperativa, che sempre dal sito risulta iscritta alla Legacoop (l’associazione delle cosiddette “coop rosse”), di ottenere negli ultimi tre esercizi fatturati nell’ordine dei tre milioni di euro all’anno.

La commessa
Il servizio, che in base a quanto indicato nei documenti avrà durata quadriennale, potrà eventualmente essere subappaltato. Una specifica sezione del bando, infatti, concede questa opportunità con un valore massimo “subappaltabile a terzi di 1 milione e 809 mila euro”. Tra le varie attività, inoltre, sono indicate anche la fornitura di contenitori per le piante, la manutenzione “di siepi, arbusti, del patrimonio arboreo, delle aiuole fiorite, dei vialetti, dei marciapiedi e dei cordonati attigui alle aree verdi, l’irrigazione di soccorso, i trattamenti antiparassitari, la manutenzione delle piante contenute nelle fioriere e delle cassette di ‘lauri dissuasori di sosta’”. Insomma, parole e prospettive che evocano quasi scenari bucolici di altri tempi. Per i quali la nostra banca centrale ha deciso di mettere sul piatto 5 milioni di euro. Alla faccia della crisi.

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