Barbarie Isis. A Mosul giustiziate 284 persone, tra cui molti bambini: ma l’esercito iracheno è a 10 km dalla città

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L’Isis sta resistendo, con la solita ferocia, a Mosul. Dopo aver utilizzato numerose auto-bomba per fermare l’avanzata dell’esercito iracheno, gli islamisti hanno compiuto un’esecuzione di massa in città: sono state uccise 284 persone, tra cui donne e bambini. La loro colpa era quella di tentare di sfuggire ai rastrellamenti attuati dai combattenti del Califfo, alla ricerca di scudi umani da usare durante l’offensiva della coalizione che vede in testa i soldati di Baghdad, con il sostegno dell’aviazione americana. La notizia arriva a poche ore dall’attacco kamikaze a Kirkuk, dove i terroristi hanno cercato di lanciare la controffensiva.

Stando alle informazioni diffuse dall’intelligence, l’uccisione collettiva è avvenuta all’interno di quella che un tempo era la Facoltà di Agraria di Mosul. La battaglia si sta concentrando in particolare intorno a Hamdaniya, ritenuta strategica per lanciare l’assalto alla seconda città più grande dell’Iraq, dove a lungo è stato anche il leader dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi. Gli scontri sono molto violenti, anche perché gli islamisti hanno disseminato molte mine per rallentare la marcia dei nemici. Intanto su un altro fronte, sono stati annunciate operazioni militari a circa 10 km da Mosul.

In Iraq è arrivato anche il segretario alla Difesa statunitense, Ash Carter. L’esponente dell’amministrazione Obama è atteso a Baghdad: vuole valutare da vicino la situazione e i progressi compiuti nella marcia verso il cuore di Mosul.