Anziché il virus, Bassetti vuol debellare il bollettino. Per l’infettivologo i dati causano ansia. Ma i colleghi bocciano l’idea. Chiede di fermare il terrorismo sanitario. Ma dimentica il diritto dei cittadini all’informazione

bollettino Bassetti
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Diciamo subito che Matteo Bassetti, “punta di diamante” del San Martino di Genova, sta vincendo la contesa – a colpi di ospitate televisive – apertasi due anni fa nella “Coppa Covid”, competizione tra virologi italiani. Dopo che Massimo Galli, numero 10 ed ex Sacco di Milano, è andato in pensione e soprattutto s’è beccato il Covid, il genovese ha preso il largo e accortosi di essere solo al comando e pregustando la Coppa Campioni, ha cominciato l’affondo finale menando botte da orbi ai contendenti. La più rilevante è quella che criminalizza il bollettino Covid giornaliero (leggi l’articolo) e cioè quei numerini che arrivano in genere nel medio pomeriggio e che di questi tempi ci comunicano dati da capogiro.

Bassetti grida al terrorismo sanitario dicendo che i numeri spaventano il popolo pecorone provocando tristezza, depressione ed ansia che manco un tifoso della Roma di José Mário dos Santos Mourinho Félix sperimenta abitualmente. Insomma roba seria.

C’È CHI DICE SI… E così, insieme ad altri colleghi, sostiene l’idea di abolirlo perché in questo modo non si turbano le sensibilità statistiche del popolo italiano che giustamente per via della pecoronaggine attribuitagli non è in grado di gestire le conseguenze psichiche delle notizie. Naturalmente non è solo nella crociata; il capo dei virologi italiani, Arnaldo Caruso – pericolosa new entry nella “coppa Covid” – afferma che “dando i numeri si rischia di terrorizzare” (il volgo, ndr).

Il fatto è che un cittadino non suddito dovrebbe avere il diritto di essere correttamente e prontamente informato dalle Autorità sanitarie proprio perché così si fa una idea della situazione reale. Invece il solito tentativo all’italiana è quello di tacere così i pecoroni “non si lamentano” del fatto che i vaccini non proteggono dai contagi come le Covid-Star c’avevano propinato all’inizio (ma servono solo a livello personale) insieme al non utilizzo delle mascherine (e li paghiamo pure).

Naturalmente l’appello di Bassetti è stato subito accolto dai politici a cui preoccupa molto di vedere numeri stellari che non prefigurano nulla di buono per le loro carriere e così Andrea Costa sottosegretario alla Salute, ex Forza Italia, si è letteralmente precipitato a sostenere Bassetti al punto di aver detto di volerlo portare nel Comitato tecnico scientifico (la vera meta agognata dall’infettivologo genovese) così non “mena” più il Cts stesso. Anche Donato Greco è ben felice di abbracciare la politica dello struzzo, così il Cts – di cui fa parte – potrà evitare ulteriori figuracce.

… E C’È CHI DICE NO Per fortuna qualcuno dissente come il virologo altoatesino Bernd Gaensbacher – contrastato dal capo Asl Florian Zerzer – ha già dichiarato la sua contrarietà a questa ipotesi di eliminare il bollettino giornaliero. Anche Lucia Bisceglia, presidente degli epidemiologi italiani, dice che il bollettino è “una guida”. Infatti, l’abolizione del bollettino non sarebbe solo un sonoro ceffone sulle guanciotte del popolo italiano, ma è anche una cretinata scientifica, visto che proprio l’alto numero dei contagiati ha un benefico effetto sul comportamento degli italiani che si tengono le mascherine e vanno a vaccinarsi.

Dire che ”tutto va bene madama la marchesa (in questo caso il popolo)” non è particolarmente saggio quando si ha a che fare con curve di tipo esponenziale che crescono in maniera drammatica, come ha detto il recente Nobel per la Fisica Giorgio Parisi.

Leggi anche: Il bollettino del Covid mette ansia. Il Cts valuta di diffonderlo una volta a settimana. Bassetti: “È necessario e urgente un cambio di passo”.