Basta con i rifiuti all’estero. A Roma altra promessa mancata del Pd. Il Campidoglio voleva gestirne tutto il ciclo ma non ha individuato nemmeno un sito per farlo

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Uscire dall’emergenza e puntare a chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno dei confini della città metropolitana di Roma. Questo è quanto prometteva Roberto Gualtieri ai tempi della campagna elettorale, sbandierando ai quattro venti la sua idea di dare un taglio netto con il passato e – in un programma di medio e lungo termine – avviare una rivoluzione.

Gualtieri puntava a uscire dall’emergenza e puntare a chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno dei confini della città di Roma

Peccato che dalle parole non si è passati ai fatti perché, dopo l’elezione avvenuta cinque mesi fa, di ricette per risolvere il problema dell’immondizia non sembrano essercene. Anzi in molti casi l’Amministrazione Pd, malgrado le promesse di dotare la città di impianti per il trattamento dei rifiuti che nessuno vuole e che per questo non si riesce a capire dove sorgeranno, non sta facendo altro che rispolverare le stesse soluzioni emergenziali già messe in pratica dall’ex sindaca Virginia Raggi, in particolare l’invio dei rifiuti all’estero, contro cui gridava allo scandalo il Partito democratico.

Certo è che per risolvere i problemi impiantistici richiede tempo, probabilmente molto più di quanto pensava lo stesso sindaco durante la campagna elettorale, ma la situazione sta degenerando tanto che si torna a parlare di una possibile – e imminente – emergenza immondizia. A far precipitare la situazione è stato il sequestro della discarica di Albano, dove finivano per lo smaltimento circa mille tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati, che ha spinto Ama a cercare altri sbocchi per i rifiuti.

Insomma la solita corsa contro il tempo per evitare il disastro che aveva portato l’azienda e il Campidoglio a cercare una sponda negli impianti della Toscana e della Campania che, però, hanno risposto picche. Così l’unica carta rimasta è stata quella di rivolgersi all’estero, precisamente all’Olanda, per spedire – a carissimo prezzo – l’immondizia romana.

A spiegare quanto accaduto è il vicepresidente della commissione Ambiente e consigliere capitolino M5S, Daniele Diaco, che ha spiegato: “E meno male che il piano rifiuti straordinario voluto da Roberto Gualtieri e dall’assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi avrebbe risolto il problema dello smaltimento dell’immondizia entro lo scorso Natale! A quello che ci risulta, è ormai certificato il flop totale”. Secondo il pentastellato, infatti, “è caccia a nuovi sbocchi dopo lo stop ad Albano, mentre il conto dei cassonetti Ama da svuotare al giorno è di circa 7mila”.

Un’emergenza finita al centro di “un vertice in Regione Lazio che ha certificato che i rifiuti di Roma viaggeranno verso Olanda e Germania”. Si tratta di “100 tonnellate al giorno, su cinque giorni settimanali, di immondizia prodotta nella Capitale che finiranno in una discarica olandese, gestita da una società di Bolzano, a 1.700 chilometri di distanza”, “con un costo di 200 euro a tonnellata”. Tutto ciò, conclude Diaco, non è che “l’ultima mossa disperata prima di bussare alla porta del prefetto Matteo Piantedosi e certificare l’emergenza: ma come, non erano loro i super esperti pronti a far sparire la monnezza dalle strade di Roma?”.