Battaglia postale sull’invio delle multe a Firenze

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Di Stefano Sansonetti

Una battaglia a dir poco aspra, con tanto di colossi esteri scesi in campo per mettere la mani sulla commessa. In ballo c’era il “servizio gestionale degli atti sanzionatori amministrativi derivanti dall’attività della polizia municipale” del comune di Firenze, fino a non molto tempo fa guidato dal premier Matteo Renzi. Depurato dal terribile “burocratese”, il servizio consiste in buona sostanza nella gestione di tutte le fasi di recapito delle multe inflitte ai cittadini del capoluogo toscano. Ebbene, dopo quasi un anno dalla decisione di predisporre un bando, la gara è stata aggiudicata alle Poste oggi guidate da Francesco Caio. Il tutto per 16 milioni e 500 mila euro, spalmati su tre anni. Ma l’appalto, a quanto pare, era particolarmente ambito. Sì, perché il colosso pubblico controllato dal Tesoro, in associazione con Sapidata spa, ha avuto la meglio su altre tre Ati con dentro un po’ di tutto. In una di queste, in particolare, c’erano gli acerrimi nemici di Tnt Post, controllata italiana del gruppo olandese PostNL, la quale si era presentata in associazione con Selex Es spa, della galassia Finmeccanica. Alla fine il combinato disposto dell’offerta tecnica ed economica ha visto riconoscere a Poste 94,1 punti, contro i 92,71 di Tnt Post-Selex Es, che si sono addirittura piazzate al terzo posto. Peraltro, pochi mesi prima, lo stesso comune di Firenze aveva assegnato sempre a Poste italiane i “servizi inerenti il trattamento, la spedizione e il recapito della corrispondenza del comune di Firenze”. La cifra finale, in questo caso, è più contenuta, essendosi attestata sugli 804 mila euro. Ma è curioso notare che anche in questo caso Poste ha avuto la meglio su Tnt Post. Insomma, il capoluogo fiorentino, con procedure iniziate entrambe all’epoca di Renzi sindaco, ha sempre premiato il colosso di Stato. Mentre i “postini” olandesi, che cercano da anni di guadagnare fette di mercato italiano sfruttando la liberalizzazione del settore, hanno ricevuto sonori schiaffoni. E alla società, guidata da Luca Palermo, non sembra aver portato fortuna il recente cambio di brand, da Tnt Post a Nexive. Né sembra aver portato giovamento la frizzante attività di lobbying sviluppata proprio in occasione della presentazione del nuovo look, nel marzo scorso, con tutta una serie di politici invitati. Tra questi spiccava Giancarlo Galan, ora agli arresti nell’ambito dell’inchiesta Mose, il quale tra l’altro alla Camera ha presentato proprio a marzo un’interrogazione che critica i trasferimenti pubblici nei confronti di Poste, nemica giurata di Tnt Post. E così l’azienda di Caio, che nel frattempo paga i fornitori a 8 mesi (come dimostra un recente bando della controllata Postel), in questo periodo pare aggiudicarsi la maggior parte delle partite contro i “colleghi” olandesi.