Batteri nel palazzo di Parnasi. Legionella nella sede Eni di Roma. Scoperta all’interno dei nuovi uffici dell’Eur. Coinvolti oltre mille lavoratori

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Legionella. Nelle condutture della nuova sede dell’Eni in via Giorgio Ribotta, all’Eur, è stata scoperta la presenza del pericoloso batterio. Un palazzo nuovo, realizzato dal costruttore Luca Parnasi, quello dove il cane a sei zampe ha trasferito mille dipendenti, ma che incredibilmente è alle prese con batteri che di solito attecchiscono dove vi sono tubature piene di incrostazioni e ristagni d’acqua.

IL CASO. La fastidiosa scoperta è stata fatta dal colosso petrolifero nel fine settimana, nell’ambito dei monitoraggi periodici sull’acqua utilizzata nell’edificio. le analisi non hanno lasciato spazio a dubbi: all’interno dei circuiti dell’acqua calda dei bagni c’è la legionella. Batteri dunque causa della malattia che prende il nome dall’epidemia che colpì 43 anni fa un gruppo di veterani della American Legion in un albergo di Philadelphia, facendo ammalare 221 militari e uccidendone 34. La legionellosi può portare problemi neurologici, cardiaci e gastrointestinali. E l’unico modo per evitare che il batterio si annidi nelle tubature è ricorrere a una pulizia costante degli impianti.

La nuova sede Eni è stata realizzata di recente di fronte a Euroma2 dalla società Parsitalia di Luca Parnasi, la stessa che doveva costruire lo stadio della Roma a Tor di Valle e al cento dell’inchiesta che ha già portato al rinvio a giudizio del costruttore. Un edificio moderno, progettato puntando molto anche sul risparmio energetico, ma negli impianti dei bagni è appunto spuntata ora la legionella.

L’ANNUNCIO. L’Eni ha dovuto annunciare ieri ai dipendenti quanto sta accadendo, specificando che erano state subito avviate le operazioni di sanificazione, come da protocollo, e aggiungendo che i servizi igienici della sede di via Ribotta devono comunque essere considerati agibili e salubri. Nessun rischio per la salute, secondo il colosso petrolifero. E al personale è stato anche specificato che le analisi sulla potabilità dell’acqua hanno accertato che la stessa è conforme alla normativa vigente. Dunque è spuntato il problema della legionella, ma per chi ha bevuto l’acqua mai un pericolo. Una vicenda che coinvolge circa mille dipendenti del cane a sei zampe.

IL PRECEDENTE. Un mese fa lo stesso problema aveva coinvolto gli uffici giudiziari romani. I batteri della legionella erano stati scovati in Procura e in Tribunale, a piazzale Clodio, in Corte d’Appello e anche negli uffici del Tribunale civile, in viale Giulio Cesare. Difficoltà superate a colpi di cloro. Il presidente della Corte d’Appello, Fabio Massimo Gallo, aveva infatti disposto subito di provvedere all’iperclorazione delle tubature. Ma gli impianti dell’acqua degli uffici giudiziari di Roma sono vecchi e la presenza del batterio in quelle condutture non ha destato particolare meraviglia. Singolare invece che la legionella abbia fatto capolino anche in un palazzo nuovo come quello dell’Eni.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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