L’Iran bombarda le monarchie del Golfo e vedo sui social tanta gente che è fuggita da Dubai e rimpiange quel lusso pacchiano. Ma come si fa a vivere a Dubai?
Elena Giustini
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Gentile lettrice, in effetti Dubai è la città più pacchiana del mondo, un deserto morale e storico avulso da tutto, senza passato, cultura, tradizioni, una città di palazzi orribili che solo ai parvenu sembrano belli. Capisco i nativi, perché fino a due generazioni fa non sapevano leggere né scrivere, vivevano in tenda, non avevano mai visto una casa e un bel dì si sono svegliati miliardari. Ma sono una minoranza. A parte i turisti – frotte di miliardari ed escort che vanno lì per prostituirsi – Dubai ha 4 milioni di residenti, di cui 320.000 (l’8%) nativi, il resto immigrati. L’Emirato si regge sulle fatiche di milioni di asiatici: operai, camerieri, muratori… Tutti asiatici perché Dubai, come gli altri Paesi del Golfo, non vuole africani (il sottofondo razzista degli arricchiti). All’ingresso a Dubai ai lavoratori viene tolto il passaporto e potranno riaverlo solo a fine contratto, se il datore di lavoro è d’accordo. In altre parole, Dubai prospera sullo schiavismo. Ma chi va lì a cercare sfarzi se ne infischia. Ho visto il profilo social di una formosa influencer italiana, che vive a Dubai e nelle foto appare solo seminuda. Poiché è molto derisa nei commenti, in un video si rivolge ai followers con un tono angelico, rimproverando chi le manca di rispetto e sostenendo che lei usa rispetto e cortesia con tutti. Nei commenti un lettore chiede: “Scusa, ma che lavoro fai?” e lei risponde: “Ca**o vuoi? Sfigato”. Benvenuti a Dubai!