Berlusconi punta al Colle con l’aiutino degli esuli Forza Italia. Campagna acquisti del Cavaliere alla Camera: sette ex azzurri nel mirino

SILVIO BERLUSCONI
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Grandi manovre di Silvio Berlusconi alla Camera in vista del Quirinale. L’ex Cavaliere ha incaricato il suo capogruppo Paolo Barelli di aiutare Alessandro Sorte – ex pecorella smarrita ora tornata all’ovile – di circuire “6 – 7 colleghi” per farli tornare in Forza Italia. Intanto ne ha portati due, Stefano Benigni e Claudio Pedrazzini ora in Coraggio Italia! E poi sta puntando Fabiola Bologna e soprattutto l’iconico Emilio Carelli, ex M5S amico di B. da più di venti anni e già vicedirettore del Tgcom, che però smentisce “categoricamente” l’approdo in FI.

Toti e Brugnaro, leader di CI! non l’hanno presa bene perché volevano vendere il salame intero e non a fette e cioè i 7 del Senato e i 13 della Camera e soprattutto si vocifera che il pacco dono sia ben più consistente unendo Coraggio Italia! con Italia Viva di Renzi. Si sa, che vendendo in blocco il prodotto si ha più potere contrattuale di farlo con le fettine e Berlusconi è uno che se ne intende molto bene di acquisti e vendite. Nel frattempo, l’offensiva ha attirato lo sguardo interessato dell’ex ministro Claudio Scajola, famoso per aver ricevuto una casa “a sua insaputa” (comunque assolto al processo), un fenomeno raro quanto il Big Bang, uno si distrae un attimo e zac! si ritrova una casa davanti al Colosseo. Ma questa è acqua passata.

Ora Scaloja torna in pista che se B. si quirinalizza qualcosa scappa pure per lui. Insomma, la dinamica è sempre la stessa. Ricordate i casi clamorosi di Antonio Razzi e Domenico Scilipoti – eletto alla Camera grazie ai giochini di Leoluca Orlando che lasciarono Antonio di Pietro e Italia dei Valori per salvare il governo Berlusconi? Detto questo resta il fatto che in Italia stiamo assistendo ad uno spettacolo indecente che va oltre il “mercato delle vacche” natalizio per assurgere ad emblema di un metodo e di una prassi politica non solo disdicevole ma imbarazzante.

Desta veramente meraviglia che Carelli vesta le vesti (fintamente) piagate di figliol prodigo per tornare da dove era partito. E fa anche capire come si siano scelti i candidati del M5S che provano inspiegabilmente una misteriosissima attrazione per Berlusconi. Da notare che l’ex Cavaliere è stato sempre il nemico numero uno di Grillo e Di Pietro, ma ora che Conte parla bene di B. forse i tempi stanno già cambiando.

Dall’archivio: Parte la rappresaglia contro Berlusconi. La corsa al Colle si mette male. Scatta la vendetta degli ex azzurri di Coraggio Italia. E il Cav a caccia di voti ne perde trenta in un colpo solo.