Bimbi tolti ai genitori a Bibbiano. Ecco perché la stampa è cauta. Inchiesta delicata: non c’è omertà ma responsabilità. Già caduta l’ipotesi dell’elettroshock

di Fausto Tranquilli
Cronaca

Si fa presto a dire Angeli e Demoni. Quasi impossibile trovare due parole di maggiore impatto per dare un nome a un’inchiesta delicatissima su minori tolti alle loro famiglie e dati in affidamento, sospettando che i piccoli siano stati indotti a raccontare violenze mai subite per consentire così l’allontanamento dai loro genitori. Se poi viene aggiunto il particolare che ai bambini sarebbe stato fatto anche l’elettroshock per modificarne i ricordi, l’orrore peggiore, quello che colpisce la pancia del Paese, prende forma.

Ecco però che il giornalismo, i professionisti che mediano tra le fonti d’informazione e i fruitori di notizie, quel sistema che in troppi da tempo danno per morto, sembra tornare ad assumere un grande valore. Ed ecco il perché i mass media italiani stanno parlando poco e con delicatezza delle indagini di Bibbiano. Attenti a fare una grande differenza tra omertà e sensibile responsabilità.

IL DUBBIO. Sui social, le piazze virtuali dove quotidianamente trovano purtroppo libero sfogo anche gli istinti peggiori, da giorni c’è chi solleva interrogativi sui silenzi attorno all’inchiesta in corso a Reggio Emilia, che a fine giugno ha visto i carabinieri mettere sedici indagati ai domiciliari o sospenderli dall’esercizio della professione, ipotizzando che nell’Unione Val d’Enza, che raggruppa sette Comuni, fosse stato creato un sistema per togliere illecitamente i bambini alle loro famiglie, dandoli in affidamento, e gestire illecitamente fondi pubblici.

Andando ad analizzare quel silenzio, cercando delle spiegazioni, emerge qualcosa di diverso dal complotto o dal tentativo di molti professionisti di voler difendere il Pd essendo indagato anche un sindaco dem. I giornalisti, che hanno l’obbligo di essere particolarmente cauti quando si occupano di minori e che devono guardare sempre al vero interesse dei minori coinvolti in vicende oggetto dei loro servizi, hanno scelto di tenere i toni bassi nell’attesa che le indagini facciano vera chiarezza sull’accaduto. Hanno evitato strumentalizzazioni, a partire da quelle politiche, e un’ulteriore violenza a bambini già finiti in vicende terribili. Con buona pace di sovranisti e populisti.

Ben presto è del resto emerso che i piccoli non sarebbero stati sottoposti ad alcun elettroschock e che il sindaco era indagato, ma per abuso d’ufficio e falso relativamente alla concessione di alcuni locali per la psicoterapia. Abbastanza per evitare ai più piccoli l’ennesimo abuso, seppure di notizie date per dare soddisfazione a chi ama guardare dal buco della serratura.