Blitz estero sul rating italiano. L’agenzia Dbrs pronta a declassare l’Italia. Ma dietro spuntano i fondi Usa Carlyle e Warburg

di Stefano Sansonetti
Economia

di Stefano Sansonetti

In attesa di capire cosa farà il ministero dell’economia, che certo non l’ha presa bene, a via XX Settembre si fanno ancora i conti con le scosse telluriche. E soprattutto ci si chiede cosa ci sia dietro. Di sicuro sullo sfondo si stagliano i profili dei soliti maxi gruppi finanziari, come Carlyle e Warburg, a perenne rischio di conflitto d’interessi. Il fatto è che lo scorso 5 agosto un’agenzia di rating non sempre messa a fuoco nella dovuta maniera, ovvero la canadese Dbrs, ha messo sotto osservazione l’Italia facendo intravedere una prospettiva di declassamento. La decisione, motivata con il rischio referendum e con il sistema bancario italiano sotto pressione, non sarebbe priva di conseguenze. Insieme a Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch, infatti, Dbrs è la quarta agenzia di rating i cui responsi vengono tenuti conto dalla Bce.

IL NODO – Considerato che al momento l’agenza canadese è l’unica a mantenere una pagella A per l’Italia, più precisamente la “A-Low”, un declassamento in zona “B” creerebbe problemi al Tesoro e renderebbe più onerose le operazioni di rifinanziamento delle banche presso la stessa Bce. I timori, a Roma, dipendono anche dall’irritualità dell’operazione, visto che Dbrs ha agito al di fuori del solito calendario di diffusione delle sue pagelle. Ma tant’è. Se poi si va a scavare un po’, ci si ritrova nel pozzo senza fondo degli interessi intrecciati tipici degli azionisti delle agenzie di rating. Dbrs, per dire, da un punto di vista geografico è canadese, perché il suo quartier generale ha sede a Toronto. Ma sembra molto più a stelle e strisce se si guarda alla sua proprietà. Si dà infatti il caso che l’anno scorso l’agenzia sia stata rilevata da un consorzio guidato proprio da Carlyle Group e da Warburg Pincus. Chi sono? Semplice, due dei più grandi gruppi finanziari nel mondo, con investimenti per centinaia di miliardi di dollari in un eterogeneo mondo di società.

I DETTAGLI – Carlyle, storicamente considerato vicino alla famiglia Bush, è un super fondo, guidato in Italia da Marco De Benedetti (figlio di Carlo De Benedetti), che a livello globale gestisce asset per più di 200 miliardi di dollari. Il presidente e co-fondatore, ironia della sorte, è Daniel A. D’Aniello, che fa parte anche del Council for United States and Italy. Warburg Pincus, dal canto suo, gestisce 40 miliardi di dollari, con un portafoglio di investimenti in più di 120 società. Il suo presidente, addirittura, è Timothy Geithner, già segretario al Tesoro all’interno dell’amministrazione di Barack Obama. Insomma, dietro Dbrs, così come dietro tutte le altre agenzie di rating, si intrecciano i soliti interessi finanziari che rendono ogni decisione sul rating di un Paese come minimo sospetta. Perché con una montagna di soldi da gestire il rischio di conflitti d’interesse c’è a ogni passo. Il Tesoro italiano aveva fatto trapelare l’intenzione di ricorrere contro l’operazione di Dbrs. Staremo a vedere.

Tw: @SSansonetti