Bocciati i furbetti assunti senza concorso

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di Fabrizio Di Ernesto

La Corte costituzionale ha bocciato i vertici della Regione Friuli-Venezia Giulia. Durante la gestione dell’ex presidente Renzo Tondo l’ente aveva deciso di assumere tra i proprio dipendenti i lavoratori della società partecipata Gestione immobili Friuli-Venezia Giulia s.p.a., incaricata di provvedere alla dismissione dei beni immobili della Regione. La giunta regionale aveva preso questa decisione dopo che la società era stata messa in liquidazione nl tentativo di salvaguardare i posti di lavori dei dieci dipendenti a tempo indeterminato. Con la legge 16 del 2012, tramite l’articolo 54, la giunta regionale aveva stabilito il passaggio automatico dei dipendenti della partecipata tra quelli pubblici.

La decisione della Corte
La Suprema corte ha però stabilito che il trasferimento dei lavoratori è incostituzionale dal momento che la mancanza di un concorso pubblico l’accesso del personale proveniente dalla Gestione Immobili Friuli-Venezia Giulia s.p.a. all’impiego di ruolo presso l’amministrazione regionale, senza alcuna certezza di un serio filtro selettivo, è in contrasto con gli articoli 3 e 97 della Costituzione; nello specifico il primo stabilisce l’uguaglianza davanti alla legge mentre il secondo regola i pubblici uffici. Secondo gli ermellini non è nemmeno sufficiente ipotizzare che vi sia stata già una qualche procedura selettiva, anche perché il superamento di un concorso presso un qualsiasi ente pubblico è un requisito troppo generico per poter autorizzare una successiva stabilizzazione senza bando.
Per i dipendenti della partecipata che hanno riferito di essere sempre stati tranquillizzati sull’esito della vicenda fino ad un mese riparte ora la lotta per la difesa del posto di lavoro, tanto che stanno cercando di contattare i nuovi vertici della Regione per capire quale sarà il loro futuro.

 

 

 

 

 

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