Bollette a rate e agevolazioni fiscali, tutte le ipotesi dei partiti per contrastare il caro energia

Bollette a rate e agevolazioni fiscali: quali sono le posizioni dei partiti italiani e quali sono tutte le ipotesi in campo?

Bollette a rate e agevolazioni fiscali, tutte le ipotesi dei partiti per contrastare il caro energia

Bollette a rate e agevolazioni fiscali: mentre il Governo dei Migliori sta valutando nuove misure per alleggerire la pressione su imprese e famiglie italiane, quali sono le proposte dei partiti per contrastare il caro energia?

Bollette a rate e agevolazioni fiscali, tutte le ipotesi dei partiti per contrastare il caro energia

Si sta facendo sempre più esasperante e delicata la situazione in materia di energia. Mentre i prezzi del gas al Mwh hanno sfondato la soglia dei 340 euro alla chiusura della TTF di Amsterdam venerdì 26 agosto e Gazprom si appresta nuovamente a chiudere per manutenzione il Nord Stream il prossimo 31 agosto, la campagna elettorale dei partiti italiani sta diventando sempre più incandescente.

In attesa che il Governo cominci a discutere nel dettaglio delle risorse a disposizione per stanziare nuovi aiuti per famiglie e imprese, il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco hanno già annunciato che non si ricorrerà a un aumento del deficit nonostante le insistenti richieste delle forze politiche italiane che invocano a gran voce uno “scostamento di bilancio”.

Se il Paese è in attesa delle misure che verranno stanziate nei prossimi giorni dall’esecutivo, quali sono le posizioni dei partiti rispetto al caro energia?

Imprese

Le ipotesi avanzate dai partiti italiani rispetto ai rincari nel settore energetico sono molteplici ma le misure che effettivamente entreranno nel nuovo decreto o nell’emendamento al decreto Aiuti bis saranno ridotte e saranno influenzate inevitabilmente dai fondi a disposizione.

In primis, si parla di proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio, preservando lo sconto di 30,5 centesimi a litro sul carburante. Il taglio attualmente in vigore, infatti, scadrà il 20 settembre e ogni mese in più ha un costo di un miliardo. Tra le misure più probabili, c’è anche la creazione di un pacchetto di settimane di cassa integrazione gratuita per le imprese costrette a ridurre o sospendere temporaneamente la produzione a causa dei costi esorbitanti dell’energia.

Altre ipotesi riguardano il rafforzamento del credito d’imposta sui maggiori costi delle bollette pari al 25% per le imprese energivore e gasivori e del 15% per le altre imprese.

Le altre proposte al vaglio dell’esecutivo riguardano l’aumento delle aliquote del credito d’imposta e la sua estensione agli esercizi commerciali nonché la proroga al quarto trimestre del 2022.

Famiglia

Per quanto riguarda le famiglie, invece, si sta pensando di rafforzare la rateizzazione delle bollette, al momento prevista per quelle del primo semestre. Le bollette a rate vengono pagate in 10 tranche. Nettamente più costoso sarebbe rafforzare il bonus sociale per le famiglie a basso reddito ossia fino a 12 mila euro di ISEE o ampliare la platea dei beneficiari che attualmente ammonta a 5,2 milioni di famiglie.

Infine, si stanno valutando nuove norme regolamentari che riguardano il potenziamento del piano di risparmi de consumi o la velocizzazione della messa in opera dei rigassificatori.

Bollette a rate e agevolazioni fiscali: botta e risposta tra i partiti

Per le misure ipotizzate, occorrerebbe circa 20 miliardi. Sul tema dell’energia, è intervenuto il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, che ha attaccato gli avversari, affermando: “Con quale credibilità Conte, Salvini e Berlusconi, che hanno fatto cadere Draghi, pretendono oggi dal governo misure per la crisi energetica?”.

Ma il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non ha incassato il colpo ed ha replicato con durezza, ricordando all’ex alleato che mentre i pentastellati si battevano contro l’inceneritore e per promuovere norme volte a tutelare il futuro economico degli italiani i politici dem lavoravano all’invio di nuovi pacchetti di armi all’Ucraina. “Mentre noi incalzavamo Draghi sul caro-bollette tu eri distratto tra furia bellicista sull’Ucraina, armi e inceneritori”, ha detto l’ex premier.

Dal centrodestra, il segretario della Lega, Matteo Salvini, e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, hanno rilanciato. Salvini ha sottolineato che servono “30 miliardi di euro” di aiuti. Il Cavaliere ha difeso l’urgenza di emanare rapidamente un nuovo decreto per poi sponsorizzare uno dei suoi recenti cavalli di battaglia, ossia la chimera del “nucleare sicuro”.

Infine, il leader di Azione, Carlo Calenda, continua nella proposta nonsense di indire una tregua elettorale durante la quale tutti i partiti dovrebbero unirsi per chiedere a Draghi uno scostamento di bilancio, “perché servono 30 miliardi”.