Bonus negozi 2022: quali sono le attività commerciali che ne hanno diritto e quali escluse. Tutte le agevolazioni previste

Bonus negozi 2022
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Bonus negozi 2022: aggiornamenti e rispolverata su agevolazioni pervisti per attività commerciali. Diverse sono le dinamiche che hanno coinvolto piccole e grandi attività.

Bonus negozi 2022: quali sono le attività commerciali che ne hanno diritto e quali escluse

Tra i diversi bonus previsti dal Governo nel periodo pandemico, è prevista attenzione anche per le attività commerciali. Ecco il bonus affitto negozi:un credito di imposta in rapporto ai canoni di locazione degli immobili adibiti ad uso non abitativo, ossia mirati al compimento dell’attività:

  • industriale;
  • artigianale;
  • commerciali;
  • affitto d’azienda a favore delle imprese del settore turistico, tour operator e agenzie viaggi.

Le attività di profumeria, chiuse nel primo lockdown, non possono usufruire dell’agevolazione. Inoltre, è stato aumentato il bonus POS e dei crediti d’imposta riconosciuti agli esercenti di attività di impresa per i pagamenti elettronici. L’agevolazione è prevista per attività commerciali e negozi, per i pagamenti effettuati con bancomat, carta di credito, carte prepagate e altri strumenti di pagamento tracciabili, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2021 e il 30 giugno 2022.

Tutte le agevolazioni previste

Il bonus affitto botteghe e negozi, previsto dal decreto Cura Italia, è l’oggetto della risposta all’interpello numero 714 del 15 ottobre 2021 dell’Agenzia delle Entrate. In base alle regole vigenti, l’agevolazione in oggetto può essere corrispondente al 60, 50 o 30% del canone di locazione, in considerazione della tipologia di attività svolta.

È stato introdotto anche un nuovo contributo a fondo perduto per le start-up. Si tratta di un aiuto economico fino a 1000 euro di importo. Ecco quali sono i requisiti:

  • attivazione della partita IVA tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018;
  • inizio dell’attività d’impresa nel corso del 2019, n base alle risultanze del registro delle imprese tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
  • fatturato non superiore a 10 milioni di euro per il 2019;
  • essere residenti o stabiliti in Italia.

Vi è anche un secondo credito d’imposta che ha un tetto massimo pari a 320 euro per soggetto che è invece destinato a chi acquista, noleggia o utilizza strumenti di pagamento elettronico evoluti che consentono anche la trasmissione telematica e la memorizzazione elettronica.

Il credito d’imposta per i POS connessi ai registratori di cassa, con tetto massimo 160 euro per soggetto, viene concesso con le seguenti percentuali di applicazione:

  • 70% per i soggetti i cui compensi e ricavi, nel periodo indicato, non superino i 200.000 euro;
  • 40% per i soggetti i cui ricavi e compensi, nel periodo indicato, siano compresi tra 200.000 euro e 1 milione di euro;
  • 10% per i soggetti i cui ricavi e compensi, nel periodo indicato, siano compresi tra 1 milione e 5 milioni di euro.

Agevolazioni anche per chi ha assunto. I datori di lavoro delle piccole imprese fino a 9 dipendenti che scelgono il contratto di apprendistato per le assunzioni di giovani possono richiedere delle agevolazioni: si fa riferimento a sgravi del 100% sul pagamento dei contributi per i primi 3 anni di contratto. La decontribuzione totale è applicata per le assunzioni effettuate nel 2020 e nel 2021.

Leggi anche: Bonus elettrodomestici 2022: come richiederlo? Requisiti con e senza ristrutturazione