Marchetta alla lobby degli psicologi. Venti milioni nel Milleproroghe. Col favore delle tenebre spunta un nuovo bonus. Soldi ai privati a discapito delle strutture pubbliche

bonus psicologo
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Il motivo, per carità, è di quelli nobili: garantire supporto psicologico a chiunque in questo periodo abbia sofferto soprattutto da un punto di vista mentale e psicologico. Il punto, però, è che dopo una discussione infinita durata giorni, il disco verde è arrivato solo nella notte e, soprattutto, invece che offrire sussidi alle strutture pubbliche, si è preferito istituire un fondo per i privati. Via libera, dunque, al bonus psicologo, l’aiuto per chi vuole iniziare un percorso terapeutico.

A darne notizia per primo è stato due notti fa su Twitter il deputato Pd Filippo Sensi, che è stato uno dei promotori: “Ore 2.52. Le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio approvano il #bonuspsicologo. Grazie al governo per il lavoro fatto, ai gruppi parlamentari per il sostegno, a tutti coloro che ci hanno creduto. Si va in aula alla Camera. Un passo avanti decisivo”. Sempre Sensi si era detto fiducioso, alcuni giorni fa, che il bonus psicologo potesse essere approvato con il decreto Milleproroghe. Lo stesso aveva fatto il ministro della Salute Roberto Speranza.

Spuntano venti milioni nel Milleproroghe per il bonus psicologo

LA NORMA. Ma di cosa parliamo? Il bonus psicologo arriverà a 600 euro all’anno e potrebbe riguardare circa 18mila persone: sarà parametrato in base all’Isee, con il tetto massimo fissato a 50mila euro puntando a favorire i redditi più bassi. In tutto vengono stanziati ulteriori 20 milioni nel 2022, di cui metà per finanziare il bonus e l’altra metà per il reclutamento di professionisti per combattere il disagio mentale legato alle conseguenze del Covid.

Nella giornata di ieri è stato un rincorrersi continuo da parte dei parlamentari di ogni colore politico, da sinistra a destra passando per il centro. Tra gli altri, ad esempio, Simona Malpezzi, capogruppo del Pd al Senato: “Un risultato importante per i cittadini e per il Pd che lo aveva proposto al Senato in legge di Bilancio e che con tenacia, nonostante le difficoltà, lo ha riproposto alla Camera dove finalmente è stato approvato nel decreto Milleproroghe. Si tratta di un primo segnale molto importante per tutte le persone che soffrono”.

Non c’è dubbio che la norma possa aiutare chi è stato o è tuttora in difficoltà. Resta tuttavia un grosso punto di domanda: perché istituire un fondo da 20 milioni di euro che verosimilmente finirà nelle mani di privati (studi degli psicologi), invece di offrire quello stesso fondo a strutture pubbliche? Domande legittime, che restano senza risposta. Tra le varie opzioni dinanzi al legislatore, ad esempio, c’era anche la possibilità di istituire una figura di psicologo nelle scuole, di modo da aiutare direttamente e concretamente i bambini e le bambine di ogni ordine e grado.

In alcune strutture tale figura è presente, ma spesso parliamo di unità e organici insufficienti. E un fondo di questo tipo sarebbe stato utile. Così come sarebbe forse stato utile per garantire figure specializzate negli ospedali, nelle Asl, nelle strutture pubbliche, dunque. E invece si è deciso di offrire la via più facile, col vulnus di averlo fatto nel cuore della notte, “col favore delle tenebre” come si suol dire. Cosa che aumenta i dubbi sulla bontà della norma. Anche perché coloro che hanno fortemente voluto tale norma che introduce il bonus psicologo, sono gli stessi che poi criticano altri sussidi – a cominciare dal Superbonus 110% – perché agevolerebbero truffe. Un paradosso bello e buono, considerando il fondo da 20 milioni che, sebbene la nobile finalità, finirà interamente in mano a privati.