Borse in picchiata. Banche in caduta libera e Mps più di tutte. A questo punto il bubbone non sono solo la Cina e il prezzo del petrolio

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A questo punto non sono più solo la frenata cinese e il crollo del prezzo del petrolio a mettere paura ai mercati. Le Borse mondiali stanno ricadendo nel panico e adesso tutte le previsioni di ripartenza dell’economia rischiano di saltare. In linea con i listini asiatici, le piazze europee sono in caduta libera nel silenzio assordante delle grandi istituzioni finanziarie e della banca centrale.

Il quadro si era messo subito al peggio con la chiusura in calo per la Borsa di Tokyo, che peraltro aveva ridotto nel finale le perdite registrate in avvio di seduta. L’indice Nikkei è sceso a 16.955 punti (-1,12%), livello minimo da settembre scorso, dopo avere aperto in calo del 2,8%. Si tratta della nona seduta in perdita, su 10, dall’inizio dell’anno.

L’Europa in apertura sembrava voler invertire la rotta, ma quasi subito sono scattati gli ordini di vendite, che in Italia stanno interessando soprattutto le banche italiane. Alle ore 11 tutte le piazze europee hanno azzerato i guadagni della prima ora di negoziazione e sono in rosso, con Piazza Affari giù del 2,35%. Il caso più allarmante è quello del Monte dei Paschi di siena, che cede quasi un altro 10% dopo i cali massicci dei giorni scorsi e i titoli sono stati sospesi in asta di volatilità. Sospensioni anche per Bper (-5,8%), Ubi (-4,8%) e Banco Popolare (-3,9%). Popolare di Milano cede il 4,3%, Intesa Sanpaolo il 3,7%, Unicredit il 3%.