Botte e maltrattamenti stanno uccidendo la scuola. La proposta della Giammanco (FI): più videosorveglianza nelle aule

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Botte, umiliazioni, urla ingiustificate. Non passa giorno che la cronaca non fornisca l’ennesima storia di maltrattamenti a scuola. L’ultimo caso arriva dall’Emilia-Romagna. “Mangia col piatto in mano come un animale”, la frase pronunciata contro un bimbo che aveva disobbedito all’ordine di rimanere immobile da una delle due maestre arrestate in una scuola materna di Colorno (Parma). E poi c’è l’altra faccia della medaglia:  gli episodi di bullismo nei confronti degli insegnanti. I dati, raccolti da Skuola.net attraverso la lettura dei Rav (Rapporti di Autovalutazione) di 18 scuole secondarie di 18 diverse Regioni italiane, sono a dir poco inquietanti: nel 58% delle scuole italiane si sono registrati episodi di violenza, con picchi clamorosi in Emilia Romagna (66%).

Dieci anni di stallo – Insomma, che si tratti di un’emergenza sociale, è sotto gli occhi di tutti. Peccato, però, che in questi anni poco sia stato fatto per contrastare la deriva di violenza nelle scuole. Chi si è impegnata in tempi non sospetti è la senatrice di Forza Italia Gabriella Giammanco, che già nel 2008 presentò una proposta di legge alla Camera per tutelare i soggetti deboli: non solo alunni, ma anche anziani e disabili ospiti delle strutture socio-assistenziali. Quella proposta, però, “è stata ignorata”, spiega a La Notizia la senatrice che ora ha ripresentato a Palazzo Madama il ddl che mira a introdurre “norme in materia di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili, minori in situazione di disagio”. Finora l’opposizione unilaterale delle forze di centrosinistra ha impedito che il disegno venisse approvato. “La scorsa legislatura – spiega la Giammanco – sono riuscita a far calendarizzare la proposta e farla approvare alla Camera. Poi si è arenata al Senato”. La ragione? “C’era una maggioranza di centrosinistra che non vuole rinunciare al tabù secondo cui le telecamere sono una forma di controllo che lede i lavoratori”.

Sicurezza e privacy – Il punto è dirimente perché, in effetti, si tratta di conciliare due diritti fondamentali, quello all’incolumità dei soggetti più deboli e quello alla privacy, come d’altronde la stessa Giammanco riconosce. Tutto ruota attorno a una specifica non banale: “Tutela, non controllo”, precisa la senatrice. E, in effetti, a leggere  il ddl, non ci sarebbe alcun sistema invasivo. Nella proposta si parla di telecamere criptate, a circuito chiuso, che non sono in rete. “E sono telecamere le cui immagini possono essere disvelate soltanto abbinando due codici alfanumerici, uno nella disponibilità della struttura e uno nella disponibilità di un ente certificatore terzo. Sarà l’autorità giudiziaria, nel momento in cui riceve una denuncia, a decidere se avvalersi di queste immagini mediante l’abbinamento dei codici”. Insomma, un meccanismo “alla stregua delle scatole nere degli aerei, cui si ricorre solo in occasione di incidenti”. Senza dimenticare un altro beneficio non di poco conto: “Questo meccanismo serve anche a bypassare i mesi che occorrono per le indagini”. Vedremo ora cosa può accadere col governo giallo-verde. Certo è che Matteo Salvini in passato ha aperto alla possibilità di circuiti di videosorveglianza all’interno delle scuole. “Mi auguro che possa avere un occhio sensibile all’argomento”, conclude la Giammanco. Un augurio condiviso anche da tanti insegnantni, considerando che una recente ricerca dice che l’82% dei docenti è a favore delle telecamere.

Tw: @CarmineGazzanni

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