In soli nove mesi avrebbe movimentato oltre 3 tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina. Per questo Luca Lucci, l’ex capo ultrà della curva Sud milanista è stato condannato ieri dal Tribunale di Milano a 18 anni e 8 mesi di carcere.
Per i giudici, era il dominus indiscusso di una associazione a delinquere dedita al traffico internazionale di droga che, tra il giugno del 2020 e il marzo del 2021, avrebbe gestito enormi traffici di stupefacenti, agendo come broker per l’acquisto e la distribuzione delle sostanze con i cartelli spagnoli, marocchini e sudamericani.
La condanna con il rito abbreviato
A stabilirlo, in un procedimento con rito abbreviato, la gup Giulia Masci che ai 23 imputati ha inflitto pene fino a 3 anni di carcere, posto che la condanna più alta è stata quella per Lucci, seguita dai 13 anni e 6 mesi per un altro promotore dell’associazione.
Il covo a Sesto San Giovanni
Secondo le indagini, la base operativa utilizzata da Lucci e dai vertici della Curva Sud per i loro traffici illegali era la sede dell’associazione “Il Clan” (nota anche come “Clan 1899”) di via Sacco e Vanzetti a Sesto San Giovanni.
Ufficialmente sede del tifo organizzato milanista, lì venivano coordinate le importazioni di tonnellate di hashish, marijuana e cocaina. Ed era sempre nel quartier generale del Clan che avvenivano gli incontri tra Lucci e i vertici della Curva Nord dell’Inter, a partire da Andrea Beretta, per sancire “patti di non belligeranza”, al fine di massimizzare i profitti illeciti derivanti dalle attività attorno e nello stadio.
Tanto è vero che quell’immobile è stato oggetto di un sequestro preventivo già nel 2019, nell’ambito di un’operazione che ha colpito il patrimonio di Lucci per un valore di circa un milione di euro.
Un’indagine figlia della maxi-inchiesta Doppia Curva
Ma quella di ieri non è certo la prima condanna per l’ex leader della Curva Sud immortalato abbracciato all’allora ministro egli Interni, Matteo Salvini, a dicembre 2018. Il fascicolo dalla Dda milanese che ha portato alla condanna di ieri, era nata da uno dei tanti approfondimenti investigativi dell’inchiesta “Doppia curva”, che ha scardinato il tifo organizzato di Milan e Inter.
In particolare, questo filone riguardava l’agguato subito da un altro membro della curva rossonera, il pregiudicato Enzo Anghinelli il 12 aprile 2019. Anghinelli, appena tornato in libertà dopo una precedente condanna per droga, stava tentando di riorganizzare il tifo milanista per sottrarre a Lucci la gestione del business del bagarinaggio, dei parcheggi e dello spaccio all’interno di San Siro. Un errore.
Quel 12 aprile, mentre era fermo a un semaforo in via Cadore, fu affiancato da uno scooter dal quale un uomo sparò cinque colpi di pistola calibro 9. Un proiettile lo colpì allo zigomo, trapassandogli la testa e uscendo dietro l’orecchio. Ma sopravvisse. Per quel tentato omicidio Lucci il 17 giugno 2025, è stato condannato a 10 anni di reclusione, perché ritenuto il mandante. L’esecutore invece fu individuato nel suo braccio destro, Daniele Cataldo, anch’egli condannato a 10 anni.
Quella prima condanna a 4 anni e 6 mesi per aver accecato l’incolpevole tifoso interista
Un’altra condanna a sette anni, sempre per droga, Lucci l’aveva rimediata anche a maggio 2022. Ma il primo reato di un certo peso del quale si ha notizia, lo commette il 15 febbraio 2009, durante un derby, quando colpì l’incolpevole tifoso interista Virginio Motta con un pugno violentissimo al volto. Il colpo causò la perforazione del bulbo oculare, portando Motta alla perdita definitiva della vista dall’occhio sinistro.
Lucci fu condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per lesioni gravissime e al pagamento di una provvisionale di 140.000 euro che, secondo le cronache dell’epoca, non furono mai interamente versati. Motta non superò mai il trauma e, caduto in una profonda depressione e impossibilitato a proseguire la sua vita normale, si uccise nel maggio 2012, a 48 anni.
Lucci e il rapporto con Fedez
Infine Lucci vanta amici “vip”, a partire dal rapper Fedez (mai indagato ed estraneo all’indagine Doppia Curva). Il cantane lo ha sempre definito “amico vero”, tanto che i due progettavano affari insieme: dalle intercettazioni è emerso che Fedez avrebbe chiesto a Lucci di intercedere sia per introdurre la distribuzione della sua bibita Boem (lanciata con Lazza) nello stadio di San Siro in cambio di una percentuale sui ricavi, sia per prendere in gestione il locale Old Fashion. Infine uomini di Lucci erano parte del dispositivo di sicurezza e dell’entourage di Fedez: Cristian Rosiello e Islam Hagag, alias “Alex Cologno”, entrambi condannati nel 2025 a 4 anni per associazione a delinquere ed estorsione.