Caccia ai terroristi, blitz in Francia e Belgio. A Lunel in manette 5 jihadisti che arruolavano soldati per la guerra santa

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Dall’ottobre scorso sei giovani transalpini, con età compresa tra i 18 e i trent’anni, sono morti combattendo in Siria. Fin qui, nulla di strano. Ormai molti europei islamici vanno a combattere in Siria per fede islamica. Peccato, però, che i ragazzi venivano tutti da Lunel, cittadina di 26mila abitanti, nel profondo Sud della Francia, sulla costa mediterranea. Molto strano, tanto che ieri sono arrivati lì a sorpresa i poliziotti dei corpi speciali del Raid e del Gipn. Dopo perquisizioni e interrogatori, due persone sono state arrestate, accusate di ingaggiare giovani più o meno ingenui per andare a combattere la jihad. Lunel era ormai un caso da vari mesi. Un luogo abbastanza anonimo ma ameno, davvero un’altra cosa rispetto alle degradate periferie parigine. Eppure in pochi mesi una ventina di giovani, anche donne, sono già partite per la Siria, in alcuni casi uomini con moglie e figli al seguito. Non si tratta solo di giovani disoccupati. Fra le persone decedute, uno studiava informatica all’università, un altro faceva il muratore e non aveva apparenti problemi economici. Un altro ancora era proprietario di un bar.

IL TESTIMONE
Tahar Akermi, animatore sportivo della municipalità, conosceva molte delle persone che sono partite con destinazione la Siria. E che facevano parte, in molti casi, di uno stesso gruppo di amici. “Si sono fatti fregare – ha dichiarato Akermi all’Agence France Presse – Hanno promesso loro un mondo migliore e hanno puntato molto sul lato umanitario della loro missione : li hanno abbindolati così . Hanno fatto credere loro che andavano ad aiutare dei fratelli e, se necessario, a difenderli. La maggior parte sono rimasti sorpresi quando, al loro arrivo, si sono ritrovati con un kalachnikov fra le mani “. “È una gioventù che si è radicalizzata – ha sottolineato Philippe Moissonier, consigliere comunale del Partito spcialista (all’opposizione) – perché è piena di rancore “. Solo la scorsa settimana il primo ministro francese, Manuel Valls, aveva presentato una serie di misure antiterrorismo a seguit0 degli attentati jihadisti contro il settimanale Charlie Hebdo e contro un negozio di prodotti kosher che hanno provocato, tra il 7 e il 9 gennaio, 17 vittime. In Francia circa 3.000 persone sono sotto la sorveglianza dei servizi di sicurezza, e di questi almeno 1.300 per implicazioni con la jihad in Siria e Iraq. La stessa jihad che il governo di Parigi sta cercando di combattere con un progetto: un ambizioso piano triennale antiterrorismo, il cui budget sarebbe di oltre 700 milioni di euro.

L’ALTRA RETATA
Contemporaneamente un’operazione analoga è scattata in Belgio, a Courtrai (vicino a Roubaix e a pochi chilometri dalla frontiera francese), con tre arresti di uomini con legami con “gruppi radicalizzati”. Nelle loro abitazioni sarebbero state rinvenute armi. Anche nel caso di Courtrai, dalla regione sono partiti per la Siria dei combattenti. Dopo i fatti di Parigi in un altro raid a Verviers erano morti tre terroristi.

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di Gaetano Pedullà

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