La Calabria da oggi è in zona gialla. Preoccupano ricoveri e nuovi contagi. Tra le altre 7 regioni a rischio c’è anche il Lazio. D’Amato: “Valuteremo l’effetto feste e cenoni”

Altre sette regioni rischiano di finire in zona gialla a causa dell'aumento dei ricoveri e dei nuovi contagi.

Da oggi la Calabria, dopo la firma dell’ordinanza da parte del ministro della Salute Roberto Speranza (leggi l’articolo), è in zona gialla. L’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore della sanità (qui il focus) ha evidenziato come nella regione si registrino tassi di occupazione dei reparti di terapia intensiva e di quelli di area medica oltre i limiti che fanno scattare il cambio di colore. La Calabria segue quindi il Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano, anch’essa già in zona gialla.

SHOPPING PRE NATALIZIO

La Calabria, secondo gli ultimi dati forniti dalla Cabina di regia, si attesta all’11,8% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (contro la soglia del 10%) e al 16,8% in area medica (contro la soglia del 15%). L’incidenza a 7 giorni per il periodo 3-9 dicembre ha raggiunto 119,0 casi di contagio per 100mila abitanti, sopra la soglia di 50 che consente il tracciamento, ed è in crescita per la terza settimana. Ieri in Calabria sono stati 453 i nuovi casi di contagio e tre i decessi, ma a preoccupare è il tasso di positività al 7,9%.

Nei giorni scorsi il governatore Roberto Occhiuto aveva firmato un’ordinanza con la quale aveva aveva disposto, a partire da lunedì 6 dicembre, l’obbligo per tutta la popolazione over12 di indossare la mascherina, anche all’aperto, su tutto il territorio regionale. “Una misura che ritengo necessaria, per tentare di arginare i contagi” aveva detto il presidente della Regione Calabria.

“I contagi continuano a salire – aveva spiegato Occhiuto -, e con loro una conseguente pressione sulla rete ospedaliera. Ci avviciniamo a grandi passi ai giorni di festa, e le nostre città saranno piene di calabresi, dapprima impegnati negli acquisti pre-natalizi, e subito dopo intenti a festeggiare il Natale e il Capodanno. Si moltiplicheranno, insomma, le occasioni di assembramenti, e il virus purtroppo in uno scenario di questo tipo potrebbe diffondersi con ancora più facilità”.

Numeri alla mano diventano sette, in totale, le regioni e province autonome che superano, questa settimana, la soglia di allerta per l’occupazione di posti letto Covid nelle terapie intensive, fissata al 10 per cento. Sono la Calabria (all’11,8 per cento), Friuli Venezia Giulia (14,3 per cento), Liguria (12,4 per cento), Marche (14,8 per cento), PA Bolzano (18 per cento), Trento (16,7 per cento), Veneto (12,4 per cento). L’Emilia Romagna registra un valore pari al 10 per cento. Superano invece la soglia di allerta del 15 per cento per l’occupazione dei reparti di area medica la Calabria (al 16,8 per cento), il Friuli Venezia Giulia (23,3 per cento), Bolzano (19,2 per cento) e la Valle d’Aosta (24,2 per cento).

Tra le regioni a rischio zona gialla c’è anche il Lazio, ma non a Natale. “Dopo Capodanno”, ha detto al Messaggero l’assessore regionale alla Salute, Alessio D’Amato avvertendo che potrebbe esserci “un cambio di fascia. I nostri tecnici considerano l’effetto feste e cenoni”. “Le mascherine all’aperto – ha aggiunto D’Amato – già oggi vanno indossate in alcune zone. Ed è giusto che restino obbligatorie fino a inizio marzo. Se ci saranno ulteriori restrizioni, è giusto che ricadano su chi è stato meno responsabile. Non può essere penalizzato chi ha mostrato il massimo livello di collaborazione e responsabilità”.

Pubblicato il
Seguici su Facebook, Instagram e Telegram