Calabria in zona gialla da domani. Altre sette Regioni rischiano il downgrade. Speranza insiste sui vaccini. Raggiunta la soglia dell’88% di italiani che hanno completato il ciclo

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Il Natale è alle porte e probabilmente porterà nuove zone gialle. La Calabria in particolare ha le ore contate visto che da lunedì, con la firma dell’ordinanza da parte del ministro della Salute Roberto Speranza, la regione passerà in zona gialla. L’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore della sanità (Iss) ha evidenziato come nella regione si registrino tassi di occupazione dei reparti di terapia intensiva e di quelli di area medica oltre i limiti che fanno scattare il cambio di colore. La Calabria seguirà quindi il Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano in zona gialla. Che la provincia autonoma di Trento per adesso sfiora soltanto, con il 14,9 per cento di occupazione in area medica e il 16,7 in intensiva.

LA SITUAZIONE. Numeri alla mano diventano sette, in totale, le regioni e province autonome che superano, questa settimana, la soglia di allerta per l’occupazione di posti letto Covid nelle terapie intensive, fissata al 10 per cento. Sono la Calabria (all’11,8 per cento), Friuli Venezia Giulia (14,3 per cento), Liguria (12,4 per cento), Marche (14,8 per cento), PA Bolzano (18 per cento), Trento (16,7 per cento), Veneto (12,4 per cento). L’Emilia Romagna registra un valore pari al 10 per cento. Superano invece la soglia di allerta del 15 per cento per l’occupazione dei reparti di area medica la Calabria (al 16,8 per cento), il Friuli Venezia Giulia (23,3 per cento), Bolzano (19,2 per cento) e la Valle d’Aosta (24,2 per cento).

La Lombardia, intanto, ha già annunciato che la regione dovrebbe restare nella zona bianca anche grazie all’aumento dei posti letto covid. Il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha spiegato che “l’indice Rt ospedaliero continua a scendere e passa da 1,19 dei sette giorni precedenti a 1,03”. Le terapie intensive lombarde presentano un tasso di occupazione dell’8 per cento, i reparti ordinari, invece, del 12 per cento.

Anche il Veneto sembra schivare – per ora- il downgrade: “Siamo in una situazione di pressione che va tenuta sotto controllo, ma che riusciamo a gestire” ha detto il presidente Luca Zaia. “Se la prossima settimana dovessimo superare il parametro del 15 per cento dei posti occupati in area medica – aggiunge – vorrà dire che nella settimana di Natale saremo in giallo”.

I PARAMETRI. Il passaggio in zona gialla scatta quando il numero dei contagi ogni 100mila abitanti supera i 50 casi a settimana, i posti occupati in terapia intensiva eccedono il 10 per cento e quelli in area medica il 15. La zona arancione scatta invece quando l’occupazione delle terapie intensive supera il 20 per cento e dell’area medica il 30. Si passa alla zona rossa, infine, quando i letti occupati in rianimazione superano il 30 per cento e quelli in area medica il 40.

Il ministro Speranza ribadisce che “siamo ancora in una fase non facile, la nuova ondata sta toccando l’Europa e anche in Italia c’è una crescita dei contagi anche se siamo tra i Paesi coi numeri migliori grazie ai vaccini, oltre 100 milioni di dosi in meno di un anno”, ma ha spiegato anche che “è stato superato l’88 per cento di persone over 12 vaccinate con la prima dose e l’85 per cento che ha completato il ciclo vaccinale (qui il report), e crescono negli ultimi giorni le prime dosi: dobbiamo insistere convincendo anche gli incerti e chiamando le persone per le terze dosi, per le quali abbiamo superato i 10 milioni di richiami fatti”.