Calpestare l’Italia è il gioco preferito dall’Europa. Sulla condanna di Villa Perotti il sovranista Francesco Storace non ha dubbi: “La Corte europea è intervenuta su un contenzioso che doveva chiudersi tra Stato e privato”

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La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sull’ecomostro di Punta Perotti non poteva non portarsi dietro una scia di polemiche politiche. Ma, soprattutto, accende un faro, ancora una volta, sul ruolo dell’Europa. “È evidente che c’è una perplessità enorme su quanto deciso dalla Corte, ma non deve sorprendere”, dice a La Notizia Francesco Storace, sovranista e direttore de Il Giornale d’Italia.

In che senso?
Anche quest’ultima decisione è figlia di una logica di sudditanza dei Paesi. In tutte le scelte che abbiamo fatto negli ultimi, la frase più gettonata come alibi è “Ce lo chiede l’Europa”. Anche davanti a un tipico fatto interno di un Paese, come nel caso di Punta Perotti.

L’Italia è un Paese complicato da un punto di vista burocratico e giudiziario. Queste sentenze non rischiano di ingolfare ulteriormente la macchina?
Il punto è proprio questo: se c’è un contenzioso col privato, è giusto che se la sbrighi il Paese in questione. E invece c’è la possibilità pure per questi casi di ricorrere addirittura alla Corte europea. Non so in base a quali cavilli che magari leggeremo tra anni, e forse leggeranno i nostri figli, conoscendo i tempi della giustizia.

Qualcosa però, nel rapporto con l’Europa, pare essere cambiato…
Diciamo che è arrivato il momento di passare da “Ce lo chiede l’Europa” a “Lo pretende l’Italia”. Questo è il vero cambio di passo.

La sta convincendo il Governo?
Per fortuna non è vero quello che ha detto Conte sull’Italia che parla in Europa con una voce sola. Perché se ci fosse stata solo la sua e non quella di Salvini, probabilmente avremmo avuto ancora gli immigrati dentro le nostre case.

Salvini sì, Conte no, dunque?
Vedo troppo prudente il premier. Se si è sbloccata la partita sui migranti, è esclusivo merito di Salvini. Lo stesso rapporto con Macron, ambiguo, non mi convince affatto.

Cosa conquisterebbe la sua fiducia?
Sicuramente dieci e lode sul tema dei migranti. Se però con l’Europa diventiamo vittime dei meccanismi economici per cui non si può fare flat tax, non si può abolire la Fornero, non possiamo avere l’incentivo per il reddito di cittadinanza…se tutte queste cose non si fanno perché l’Europa ci impone regole assurde, siamo al punto di partenza.

Col rischio che cala la fiducia anche nel processo democratico.
Appunto: oggi la sovranità di un popolo è messa a rischio.

L’Europa, intanto, interviene su tutto. Ricordo alcune procedure d’infrazione aperte su galline e sulla pallanuoto. Con tanti problemi non crede siano questioni banali?
È l’Europa che è una costruzione banale, fatta su regole folli e astruse. A me piacerebbe la grande Europa dei principi politici, invece questi si occupano pure delle dimensioni delle zucchine. Non è una cosa accettabile.

Come dovrebbe cambiare l’Ue?
Anzitutto tenendo conto dei diritti sociali. Quest’Europa continua a imporci di saccheggiare scuole, previdenza, sanità per il semplice obiettivo del pareggio di bilancio.

Se fosse parlamentare cosa farebbe in questo senso?
Proporrei, e mi batterei per farla approvare, l’abolizione del pareggio di bilancio. Una delle cose peggiori che si potessero fare.