Cambiare idea è legittimo. Ma ora la Riccardi si dimetta. Parla la senatrice M5S, Evangelista: “Vedremo se la Lega si intesterà il ripristino dei vitalizi”

di Antonio Pitoni
L'intervista

“E’ legittimo avere opinioni giuridiche diverse”, premette la senatrice M5S, Elvira Evangelista. Ma chi, come la collega Alessandra Riccardi passata martedì scorso alla Lega, “non ha più fiducia in questo governo, dovrebbe dimettersi e lasciare spazio al primo dei non eletti” 5 Stelle.

Sull’addio ai Cinque Stelle e il passaggio alla Lega della sua collega Riccardi, il suo commento su Facebook è stato eloquente: “Finalmente la farsa è finita”. Si riferiva al voto della neo senatrice del Carroccio in Giunta delle Immunità contro il processo a Salvini sul caso Open Arms?
“Mi riferivo in generale a una situazione di caos che non poteva più proseguire e che doveva cessare. I voti in dissenso della collega Riccardi sono stati diversi nella Giunta delle Immunità. è legittimo avere opinioni giuridiche diverse, ma stranamente le sue, negli ultimi tempi, erano sempre spostate da una parte diversa da quella del Movimento. Stiamo gestendo un’emergenza senza precedenti e stiamo programmando riforme di grande portata che possono incidere sul futuro dell’Italia per molti anni, chi non vuole contribuire a questo lavoro e non ha più fiducia in questo governo, dovrebbe dimettersi e lasciare spazio al primo dei non eletti che ha conservato lo spirito e i valori del Movimento. Certo anche questo modo di fare della Lega, di corteggiare i colleghi delle forze politiche avverse, è davvero deprimente”.

Sta di fatto che, con quest’ultima defezione, al Senato il giallorossi contano ora 160 parlamentari, uno meno della maggioranza assoluta. È a rischio la tenuta della legislatura?
“In realtà la maggioranza è più consistente, considerato anche il gruppo misto e le autonomie. Certo, sono numeri stretti ma non vedo rischi all’orizzonte, non mi pare il tempo in cui si possa giocare con il piccolo tornaconto politico, c’è un paese da rilanciare”.

Fatto sta che a questo punto ogni votazione rischia di diventare un Vietnam. Si è parlato molto di un ipotetico partito/gruppo di Conte che il premier ha finora sempre smentito. Ma quale potrebbe essere l’alternativa per puntellare la maggioranza?
“Chi vuole aderire ai nostri progetti e alle nostre idee è sempre ben accetto. Come dicevo prima siamo di fronte a una stagione veramente decisiva per l’Italia: in Europa siamo alla fase finale della trattativa per il Recovery Fund, un pacchetto che potrà portare al nostro paese un sostegno decisivo che dovremo usare al meglio per investire sul rilancio economico e sociale; all’interno dei confini nazionali stiamo lavorando per interventi strutturali sulla Giustizia, sul Fisco, nella sburocratizzazione della macchina amministrativa, solo per citare alcuni capitoli. Chi condivide questo programma ambizioso e concreto sostiene governo e maggioranza in Parlamento. Se qualcuno vuole lasciare l’Italia nel caos se ne assume la responsabilità. Ma non penso accadrà”.

L’addio della Riccardi ha creato anche un altro problema: il Movimento 5 Stelle non è più rappresentato negli organi giurisdizionali di Palazzo Madama che, tra l’altro, si devono occupare, degli oltre 700 ricorsi degli ex senatori contro il taglio dei vitalizi. Insomma, la sorte della delibera bandiera M5S che ha smantellato il privilegio è nelle mani dell’opposizione. Non lo trova paradossale?
“Saranno i cittadini a giudicare chi ha cambiato la casacca in corsa lasciando quella commissione senza un membro del M5S. Poi ognuno dei commissari si assumerà la responsabilità della decisione giuridica ma con effetti politici. Voglio ricordare che lo stesso Salvini riteneva corretto il taglio ai vitalizi, così come parlava a suo tempo della necessità di istituire il vincolo di mandato”.

A proposito di vitalizi, la Commissione contenziosa dalla quale lei si dimise e nella quale le subentrò proprio la Riccardi, tornerà a riunirsi ad ore per occuparsi proprio dei ricorsi degli ex senatori contro i tagli. I tre giudici-parlamentari, sono uno di Forza Italia (il presidente Caliendo) e due della Lega (Pillon e ora anche la Riccardi). Vuole azzardare un pronostico su come finirà la partita?
“L’aria in quella commissione non è mai stata “buona”, dal mio punto di vista. Tra Forza Italia e la Lega non vedo grande pathos per combattere i privilegi che la casta si è auto assegnata per decenni. Staremo a vedere”.