Arriva la stretta sui cambi di casacca. L’obiettivo dei deputati è quello di rendere più complicata la possibilità di passare da un gruppo all’altro e la decisione arriverà proprio nei giorni in cui si discute della fuoriuscita di alcuni parlamentari della Lega dopo l’addio di Roberto Vannacci al partito di Matteo Salvini.
La stretta arriverà con la riforma del regolamento della Camera che entrerà in vigore con la prossima legislatura. Lunedì è prevista in Aula la discussione generale e il voto potrebbe essere previsto già martedì. La riforma prevede anche l’abolizione delle 24 ore obbligatorie che devono passare tra il momento in cui viene posta la fiducia e la sua votazione, così come lo statuto delle opposizioni.
La stretta sui cambi di casacca
Per evitare i cambi di casacca si prova ad affrontare due questioni. La prima riguarda i contributi economici e la seconda gli incarichi. Partiamo dal primo punto: alla Camera ogni gruppo riceve fondi in base al numero di iscritti. Se un deputato cambia partito, la sua intera quota non andrà più al nuovo gruppo interamente come avviene ora. Infatti, verrà trasferito al nuovo gruppo solo il 50% della quota, mentre metà resterà al gruppo per cui è stato inizialmente eletto.
L’altro fronte riguarda la decadenza da tutte le cariche ricoperte (sia nella presidenza che nelle commissioni) in caso di cambio di casacca. L’unica eccezione varrà per il presidente della Camera. Non sono previste penalità solamente nel caso in cui lo spostamento riguardi almeno sette deputati, perché in questo caso si tratterebbe di una scissione su “base evidentemente politica” e perciò ritenuta giustificata.
Le altre misure: come cambia il regolamento della Camera
La riforma del regolamento di Montecitorio prevede anche altre novità, a partire dal contingentamento dei tempi per i decreti legge. Inoltre si prova ad arginare il ricorso al voto di fiducia con la possibilità di fissare un termine per l’approvazione di progetti di legge urgenti, con quello che viene definito “voto a data certa”.
Ci saranno poi più garanzie per le iniziative legislative delle opposizioni. Per esempio verrà formalizzata una prassi, quella per la quale la presidenza della giunta per le elezioni e della giunta per le autorizzazioni viene assegnata a esponenti di opposizione. Prevista anche la decadenza automatica in caso di passaggio alla maggioranza. Inoltre si introduce anche almeno una seduta al mese per l’esame dei progetti di legge delle opposizioni.