Campi Rom peggio dei ghetti: il flop del piano per la Capitale. Il progetto della Raggi non decolla e tornano gli insediamenti abusivi

Campi Rom peggio dei ghetti: il flop del piano per la Capitale. Il progetto della Raggi non decolla e tornano gli insediamenti abusivi

Ghettizzati nei loro campi, nonostante lโ€™avvio di un piano di inclusione. Lโ€™emergenza rom nella Capitale svaria su tutti i fronti: dallโ€™emergenza abitativa a quella lavorativa, passando per la scarsissima scolarizzazione per finire con lโ€™accesso limitato ai servizi socio-sanitarie. A fare il punto, a un anno di distanza dallโ€™adozione da parte della Giunta capitolina del โ€œPiano di indirizzo di Roma Capitale per lโ€™inclusione delle Popolazioni Rom, Sinti e Caminantiโ€, รจ stata lโ€™Associazione 21 luglio attraverso il Report intitolato โ€œIl Piano di Cartaโ€ che ha categoricamente sentenziato: โ€œAd oggi il Piano non sta funzionando, occorre una profonda revisioneโ€.

Troppe falle – La prima pecca, secondo chi ha eseguito il monitoraggio, รจ alla base del Piano, in quanto coinvolge esclusivamente i 4.500 rom censiti nei mesi precedenti e soltanto allโ€™interno di nove villaggi attrezzati della Capitale. Cosรฌ facendo sono molti quelli rimasti fuori dal piano. Nellโ€™invisibilitร  piรน totale. Eppure molti altri campi abusivi sono lรฌ, sotto gli occhi di tutti. โ€œLโ€™inclusione di coloro che vivono in insediamenti informali – si legge nel report โ€“ non risulta essere tra le prioritร  del Piano che, infatti, non prevede azioni abusive riferite ai loro abitantiโ€. Per caritร , il Piano varato dalla Giunta guidata dalla sindaca Virginia Raggi, ha Il merito di aver definito un programma finalizzato allโ€™integrazione, che perรฒ deve essere tradotto in atti e fatti che, per ora, sono rimasti scritti soltanto sui documenti protocollati in Campidoglio. Nel frattempo ci sono i dati a parlare chiaro e rivelano di 6.900 persone rom che vivono in soluzioni di emergenza abitativa, di cui 4.400 circa allโ€™interno di villaggi attrezzati: si tratta di 17 insediamenti formali, comprensivi anche dei cosiddetti campi tollerati. Altri 1.600 rom, invece, โ€œsopravvivonoโ€ in circa 300 insediamenti informali. I villaggi attrezzati sono quelli di Lombroso, Candoni, Gordiani, Castel Romano, Salone e Barbuta. Tutti recintati, come a demarcare il confine tra il mondo normale e il regno di nessuno. I campi tollerati, invece, sono quelli che si collocano a metร  strada tra quelli attrezzati e quelli abusivi. Ce ne sono moltissimi: Salviati 1 e 2, via Spellanzon, Arco di Travertino, Schivonetti, ex Fiera di Roma, via dellโ€™Arcadia, via delle Sette Chiese, via Ortolani, via Grisolia e Monachina. Passando ai campi abusivi, secondo i dati raccolti dallโ€™Associazione 21 luglio, sono circa 300 i microinsediamenti. A poco sono serviti gli sgomberi forzati, 175 dal 2014 al 2017, che hanno soltanto spostato i rom da una parte allโ€™altra della cittร . Con tanti stabili occupati abusivamente. Ancor piรน preoccupante, se si volge lo sguardo al futuro, รจ dettato dai dati allarmanti sulla scolarizzazione. Dal 2015 a oggi il numero dei bambini rom iscritti a scuola รจ drasticamente precipitato, quasi del 50%. Se lโ€™integrazione comincia in classe, siamo davvero troppo indietro. Per lโ€™ufficio speciale Rom, Sinti e Caminati diretto da Michela Micheli ci sarร  un gran da fare per riprendere il dialogo tra amministrazione e comunitร  rom.