Candidato consigliere con Gualtieri. E ammazza-concorsi della Raggi. Il legale patrocina il ricorso che blocca il concorsone. Ma per il Psi Torcicollo non c’è incompatibilità

Giuseppe Pio Torcicollo
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Contro il Campidoglio da avvocato e in lista per un posto in Aula Giulio Cesare da candidato. Conflitto di interessi? Secondo lui zero. Nessuno da un punto di vista normativo e nessuno a quanto pare pure sul fronte dell’opportunità. Il caso è quello dell’avvocato Giuseppe Pio Torcicollo, aspirante consigliere capitolino con la lista del Psi, che ha come capogruppo Bobo Craxi e che sostiene il candidato dem Roberto Gualtieri.

IL PROFILO. Torcicollo si presenta sostenendo di essere attualmente il legale di riferimento di circa 6000 dipendenti comunali, nonché di circa 2000 dipendenti di vari enti e Ministeri, di essere spesso ospite di numerose trasmissioni televisive e di aver ricevuto svariate interviste sui principali quotidiani italiani. Un problema l’attività professionale contro il Comune di Roma? No, lui sostiene che la vera piaga della capitale è l’opacità e lui dice chiaramente che andrà avanti senza problemi, come legale che si contrappone al Campidoglio e, se verrà eletto, come consigliere capitolino. E lo ha detto rivolgendosi soprattutto ai suoi assistiti.

“L’articolo 63, comma 12, del Testo Unico Enti locali indica i casi di “incompatibilità” e non vi rientra affatto – sottolinea – come chiarito anche dal Ministero dell’Interno in un parere del 2015 reso ad un sindaco, il caso del consigliere comunale che sia l’avvocato dei dipendenti dell’Ente, cioè di colui che rappresenta parti contrapposte all’Ente”. Soprattutto rassicura tutti sul fatto che la sua eventuale elezione non gli impedirtà “affatto” di proseguire nel suo lavoro di avvocato. Di più: “Se diventerò consigliere potrei lavorare per migliorare le condizioni dei lavoratori, tutelando i diritti dei dipendenti, come il diritto alla carriera, il diritto al riconoscimento del merito, e tutti quei diritti per i quali in questi anni mi sono battuto e continuerò a battermi nelle aule di giustizia. Finora ho combattuto legalmente per risolvere i conflitti in atto fra dipendenti ed amministrazione, se sarò eletto combatterò per “prevenire”, anziché “curare”, i suddetti conflitti”.

I clienti dell’avvocato-candidato possono stare tranquilli. Secondo il legale il problema di Roma è appunto l’opacità, lui è trasparente e lo ha dimostrato: “Nel bene o nel male, ho sempre informato voi clienti delle cause in corso. A volte ho vinto, a volte ho perso, ma vi ho sempre tenuto e vi terrò sempre “partecipi” nelle cause che porto avanti”.

L’ALTRO FRONTE. La campagna elettorale a sostegno dell’ex ministro Gualtieri e con il Partito socialista italiano dunque prosegue per Giuseppe Pio Torcicollo e va avanti pure il suo lavoro nel ricorso sul concorsone di Roma Capitale per funzionario amministrativo. Un ricorso maxi. Il legale ha infatti specificato ai candidati esclusi che lo Studio Clemente Associati, con cui lui collabora, ha accettato la sua istanza “di assumere l’impegno, l’onere, ma anche l’onore, di patrocinare un ricorso al Tar che è destinato fin da ora a migliaia di candidati giudicati ingiustamente “non idonei”.

Il costo per le migliaia di aspiranti ricorrenti? Cento euro a testa “senza ulteriori spese”. E con tanto di mail dedicata per inviare i documenti. Sulla campagna elettorale, inoltre, il candidato si è preoccupato di inviare mail in cui ha evidenziato che, se eletto, avrà tempo per avviare pure nuove cause, anzi potrà “lavorare ancora meglio segnalando alla giunta le problematiche dei dipendenti e migliorando in futuro le condizioni di lavoro e le prospettive di carriera”.