Carcere ai giornalisti, per Palazzo Chigi è legittimo. L’Avvocatura dello Stato alla Consulta in difesa della pena detentiva

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Mandare i giornalisti anche in prigione quando sono accusati di diffamazione per l’Avvocatura dello Stato va bene. Tenere chi fa comunicazione costantemente sulla corda fa troppo comodo. E l’Avvocatura, rappresentando la Presidenza del Consiglio davanti alla Consulta nel giudizio di legittimità sul tema, ha appunto sostenuto che il carcere ai giornalisti condannati per diffamazione è legittimo. Una posizione contro cui ha preso posizione il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti, Carlo Verna (nella foto), motivando l’opposizione del Cnog all’udienza a porte chiuse sulla vicenda presso la Corte Costituzionale.

“Sono certo che il premier, impegnato nella lotta al coronavirus, nulla sappia – ha affermato Verna – e noi del Consiglio nazionale abbiamo bisogno del suo tempo, che ora non può avere a disposizione, per dirgli del nostro profondo rammarico . Questa la ragione in più per la quale ci siamo opposti all’idea, invece sostenuta dalla stessa Avvocatura dello Stato, che si potesse fare a meno dell’udienza pubblica. Peraltro sicuramente perdendo nella nebbia dell’emergenza l’opportunità di un serio dibattito sull’anacronistica sanzione edittale che affligge la libertà di stampa”.

Ragioni che hanno portato l’Ordine a intervenire nel giudizio. Posizione contestata però incredibilmente da parte degli stessi giornalisti. Con il Sindacato unitario giornalisti della Campania che ha accusato l’Ordine nazionale di aver fatto così slittare la decisione sul carcere ai giornalisti.

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di Gaetano Pedullà

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