Il conflitto avviato da Usa e Israele contro l’Iran incendia il Medio Oriente e pure il prezzo dei carburanti. C’era da aspettarselo che la guerra in Medio Oriente avrebbe fatto impennare il prezzo del greggio sui mercati internazionali, portando a una nuova e repentina impennata del caro carburanti. Benzina e gasolio registrano nuovi ritocchi verso l’alto, con il diesel che tocca il livello più alto da oltre undici mesi.
Brent sopra gli 80 dollari
Il sabato di fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran, com’era prevedibile, ha scosso le quotazioni petrolifere come una potente scossa tellurica. Nel volgere di poche ore, infatti, il Brent è balzato del 10% negli scambi infragiornalieri, superando gli 80 dollari al barile. Un prezzo che non si registrava dal lontano luglio 2024 e che, salvo colpi di scena, appare destinato a peggiorare nelle prossime ore.
Insomma gli aumenti di oggi sono solo l’antipasto, con gli effetti veri di questo conflitto che si vedranno da domani, quando i listini recepiranno il balzo registrato sui mercati internazionali.
Diesel ai massimi e benzina in salita, il caro carburanti è un’emergenza
Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana su circa 20mila impianti, la benzina self service viaggia oggi a 1,673 euro al litro, mentre il diesel self service sale a 1,728 euro.
Ancora peggiore la situazione del servito, con la ‘verde’ che arriva a 1,813 euro al litro, e il gasolio che sfonda i 1,865 euro al litro. Sulle autostrade va ancora peggio con il servito della benzina che supera agevolemnte i 2 euro al litro.
Ma non è solo il petrolio a inquietare perché questa guerra, complice anche il blocco al transito delle navi nello stretto di Hormuz, appare destinata a trasforamrsi in una vera e propria stangata per gli automobilisti. Il gas naturale Ttf è schizzato del 30% negli scambi intraday, con ripercussioni che colpiranno anche i carburanti alternativi a benzina e diesel.