Passano le settimane, ma resta il paradosso che mentre i prezzi dei carburanti alla pompa salgono, le quotazioni internazionali del petrolio scendono. Eppure questa è la triste normalità a cui ci stiamo abituando e che è resa più evidente dalla guerra in Iran di Donald Trump e Benjamin Netanyahu che sta causando uno shock energetico globale.
Un’emergenza che grava sempre di più sugli automobilisti italiani che sono costretti a pagare cifre sempre maggiori per fare il pieno alla propria automobile. E le cose rischiano di peggiorare ulteriormente perché lo sconto sulle accise è in scadenza il 7 aprile, e senza di esso il diesel, almeno stando ai prezzi di oggi, toccherebbe i 2,32 euro al litro. Si tratta di un prezzo mai visto prima, neanche nel corso delle precedenti crisi petrolifere.
Il caro carburanti vola
Dati alla mano, alla pompa i prezzi dei carburanti sulla rete stradale vedono la benzina self service venduta a 1,754 € al litro (+3 millesimi rispetto a ieri), mentre il diesel self service raggiunge quota 2,076 € al litro (+9 millesimi). Discorso ancora peggiore per il servito dove la verde costa 1,887 € al litro, e il gasolio a 2,199 € al litro.
Come lecito aspettarsi, in autostrada il dato è ancora peggiore con la verde al self service venduta a 1,821 € al litro e quella ‘servita’ a 2,066 € a litro. Sempre in autostrada il gasolio self service costa 2,142 € al litro, mentre il servito arriva a 2,380 € a litro.
Va meglio per i carburanti alternativi che al momento vedono il GPL a 0,663 €/litro, il Metano a 1,553 €/kg e il GNL a 1,252 €/kg.