Due giorni di respiro, e ora di nuovo il prezzo di benzina e diesel che torna a salire spaventando gli automobilisti italiani. Il caro carburanti riprende la sua marcia carsica, silenziosa ma puntuale, e lo fa proprio quando molti automobilisti avevano smesso di controllare il tabellone luminoso della pompa — illusi, forse, da una tregua fragile. I prezzi medi tornano a salire, spinti dai rialzi dei listini consigliati dei grandi marchi. E no, il rafforzamento dell’euro sul dollaro non basta a fermare la corsa.
Benzina e diesel: la lenta risalita conferma il caro carburanti
Certo si tratta di pochi millesimi, ma gli incrementi sono costanti e vanno considerati nel loro complesso. Secondo i dati comunicati all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, elaborati da Staffetta Quotidiana su circa 20mila impianti, la benzina self service arriva a 1,650 euro al litro. Due millesimi in più. Un’inezia? Dipende da quanta strada fate. Il diesel self segue a 1,696 euro al litro, con un aumento più contenuto ma sempre presente.
E il servito — come spesso accade — resta il tallone d’Achille. Benzina a 1,790 euro, gasolio a 1,835. Cifre che fanno storcere il naso, soprattutto nelle città, dove rinunciare all’auto è più facile a dirsi che a farsi.
Pompe bianche, le alternative a benzina e diesel, e i prezzi in autostrada
Ma per fortuna non è tutto nero. Le pompe bianche continuano a offrire prezzi leggermente più bassi, confermandosi come una sorta di valvola di sfogo per chi vuole risparmiare. E poi ci sono i carburanti alternativi, che raccontano una storia diversa. Il Gpl scende a 0,688 euro al litro. Il Gnl cala a 1,232 euro al chilo. Il metano resta fermo, inchiodato a 1,410 euro/kg. Stabilità rara, quasi sospetta.
Questi, invece, sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,746 euro/litro (servito 2,009), gasolio self service 1,795 euro/litro (servito 2,055), Gpl 0,831 euro/litro, metano 1,490 euro/kg, Gnl 1,321 euro/kg.