Caro energia, il solito bluff: Salvini rilancia la tassa sugli extraprofitti

Salvini rilancia, ancora una volta, la tassa sugli extraprofitti. Stavolta per fronteggiare i rincari conseguenti alla guerra in Iran.

Caro energia, il solito bluff: Salvini rilancia la tassa sugli extraprofitti

Una farsa che si ripete. Ogni volta che il governo ha bisogno di soldi, soprattutto se deve darli ai cittadini per fronteggiare un’emergenza come quella dei rincari, torna sempre in ballo una tassa sugli extraprofitti. E a proporla, anche stavolta, è il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini.

L’idea del leader leghista è quella di tassare quelli che definisce gli extraprofitti delle aziende energetiche: “Abbiamo tassato le banche, possiamo anche tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere”, afferma ipotizzando anche un intervento “fiscale o normativo” contro le speculazioni. Un intervento che sembra necessario per fronteggiare i rincari derivanti dalla guerra in Iran scatenata dagli alleati del governo, ovvero Stati Uniti e Israele. 

Salvini rilancia la tassa sugli extraprofitti contro i rincari energetici

Salvini assicura che il governo è “pronto a intervenire contro il caro carburanti”, nel caso in cui emergano “comportamenti speculativi da parte delle compagnie petrolifere”. Il vicepresidente del Consiglio ha convocato per mercoledì “le principali compagnie petrolifere in prefettura a Milano perché il conto che stanno pagando famiglie e imprese è troppo alto”.

Per Salvini gli aumenti, “soprattutto del diesel”, sono “inaccettabili ed eccessivi, anche considerando il conflitto in corso. Se c’è qualcuno che sta speculando, da ministro dei Trasporti – visto che me ne occupo direttamente – non sono disponibile a tollerarlo. Si può fare anche un intervento fiscale o normativo per evitare questa speculazione. Vediamo mercoledì che proposte porteranno: abbiamo tassato le banche, possiamo anche tassare sugli extraprofitti le compagnie petrolifere”.

Fatto sta che, per il momento, nel governo prevale la confusione. Un intervento non dovrebbe arrivare questa settimana, ma solamente verso la fine del mese. Intanto l’unica certezza è che l’esecutivo esclude un taglio delle accise, mentre sta pensando ad altri interventi contro il caro carburanti, ma con misure mirate e destinate ai redditi più bassi e ad alcune imprese.