Casaleggio e Grillo, gli opposti che si attraggono. La rottura non conviene a nessuno e una mediazione è ancora possibile

GRILLO CASALEGGIO
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Cosa sta accadendo nel Movimento Cinque Stelle? La domanda non è peregrina visto la forza magmatica di eventi epocali che hanno attraversato i grillini negli ultimi tempi. Gli espulsi, i contestatori, il nuovo capo nella figura dell’ex premier Giuseppe Conte, l’entrata in giunta nel Lazio con Nicola Zingaretti con due assessori (leggi l’articolo). Davide Casaleggio, erede del fondatore e detentore delle segrete chiavi della piattaforma di Rousseau punta i piedi.

Non solo non è andato all’incoronazione di Conte, seppur invitato, ma ha chiesto i soldi arretrati agli onorevoli, minacciando di non rendere più disponibile la piattaforma digitale per il voto. Ma la cosa è andata oltre visto che ha lanciato poi un suo progetto politico tramite un “manifesto” chiamato ControVento. Manifesto che richiama ai valori originari del Movimento, quindi populisti, antieuropeisti, anti banche, insomma tutto il contrario dell’attuale svolta liberale voluta da Beppe Grillo.

E Casaleggio ha i 100mila e passa nominativi degli iscritti con tanto di numero di telefono ed email. In tempi di espulsi è molto pericolosa la creazione di questo polo alternativo al M5S che – peraltro – potrebbe sterilizzare le pretese di chi voleva mettere il cappello sulla nuovamente disponibile prateria populista. Dietro a tutto questo non è difficile immaginare la figura del convitato di pietra e cioè di quell’Alessandro Di Battista che si è recentemente tirato fuori dallo stesso Movimento.

Si potrebbe quindi creare una aggregazione di Casaleggio, Di Battista e fuoriusciti che darebbe grossi guai al Movimento stesso. Ma è possibile trovare ancora un punto di accordo? A conti fatti converrebbe a tutti. Se il Movimento recuperasse espulsi e fuoriusciti anche Casaleggio sarebbe, da un certo punto di vista, costretto a trattare o quantomeno a confrontarsi in vista di un accordo con lo stesso Grillo. Occorrerebbe una mediazione tra questi diversi soggetti: Casaleggio, Grillo e Dibba.

Mediazione che potrebbe essere condotta dallo stesso ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha comunque buoni rapporti con tutti e tre. Il Movimento, come noto, sarà rifondato con tutolo, pare, “Orizzonte 2050” con companatico di transizione ecologica e “rivoluzione mite”. Meglio ripartire compatti che divisi.

Riceviamo dall’Associazione Rousseau e pubblichiamo

nell’articolo “Grillo-Casaleggio, gli opposti che si attraggono” riportato su La Notizia del 13 marzo 2021 il vostro giornalista Giuseppe Vatinno afferma che il Manifesto ControVento “richiama ai valori originari del MoVimento, quindi populisti, antieuropeisti, anti banche”. In relazione a ciò, vi segnaliamo per opportuna conoscenza il link alla sezione del sito di Rousseau dove è possibile leggere e scaricare il Manifesto ControVento completo, che non riporta in alcun modo quanto affermato dal vostro giornalista.