Libano, un casco blu ucciso: Jakarta pretende chiarezza sull’esplosione

Un peacekeeper Unifil ucciso nel sud del Libano. L’Indonesia chiede un’indagine trasparente sull’incidente.

Libano, un casco blu ucciso: Jakarta pretende chiarezza sull’esplosione

Orrore nel sud del Libano, vicino ad Adchit Al Qusayr, dove un proiettile – al momento non identificato – ha colpito una base Unifil causando la morte di un casco blu di nazionalità indonesiana. La missione Onu, che si frappone tra le forze armate di Israele e i miliziani di Hezbollah nel tentativo di far rispettare la pace, parla di indagine già avviata, mentre intorno al caso si addensa la nebbia tipica dei conflitti dove tutti vedono e nessuno sa.

Nel comunicato, l’Unifil ha rivolto un nuovo appello a “tutti gli attori” affinché rispettino i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni unite, “astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i peacekeeper”. La missione ha inoltre ricordato che gli “attacchi deliberati” contro i peacekeeper costituiscono “gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza” e “possono equivalere a crimini di guerra”.

Jakarta alza la voce

Una tragedia per la quale l’Indonesia chiede un’indagine “esaustiva e trasparente”. Secondo Jakarta, la base sarebbe stata colpita da un impatto indiretto di artiglieria nel mezzo degli scontri tra forze israeliane e gruppi armatim causando un morto e tre feriti. “L’Indonesia condanna con forza l’incidente e chiede un’indagine esaustiva e trasparente”, è quanto dichiarano dal ministero degli Esteri di Giacarta.

Lo stesso ministero ha inoltre ribadito la condanna per gli attacchi israeliani nel sud del Libano e ha esortato tutte le parti a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano, a cessare gli attacchi contro la popolazione civile e le infrastrutture e a riprendere il dialogo e la diplomazia per evitare un’ulteriore escalation e avanzare verso la pace.

Una linea blu sempre più fragile

La cosiddetta Blue Line – quella linea sottile che separa e insieme tiene a bada due mondi – continua a scricchiolare. “Non esiste una soluzione militare”, ripetono dall’Unifil. Eppure i fatti raccontano altro. Raccontano escalation, nervi tesi, vite che saltano in aria senza preavviso.

E non è tutto. Jakarta condanna apertamente gli attacchi nel sud del Libano e richiama tutti al rispetto della sovranità territoriale. Parole che sanno di frustrazione, più che di diplomazia.