Cassonetti in fiamme a Roma, benzina sul fuoco dei rifiuti. La sindaca Raggi denuncia un boicottaggio. E Zingaretti spinge sulla discarica a Riano

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Prima il rogo doloso dell’impianto di trattamento biomeccanico dei rifiuti al Salario, proprio a pochi giorni dal Natale. Poi un’interminabile scia di incendi a cumuli di spazzatura e cassonetti che in questi giorni sta vivendo un’impennata preoccupante fosse solo perché, curiosamente, avviene in concomitanza con le prime ondate di caldo africano. Un dettaglio tutt’altro che secondario che fa pensare all’intenzionalità di questi gesti che avvengono tutti in un lasso di tempo molto ristretto, per non dire in contemporanea, e in diverse zone della Capitale. Infatti da Casal Bruciato a Garbatella oppure da Portuense a Tor bella Monaca, i contenitori dell’immondizia vanno letteralmente in fumo. Sono davvero poche le zone della città eterna che non sono state interessate da questi atti vandalici travestiti da proteste. Perché è chiaro che il malcontento dei cittadini è lampante e che la città stessa sia in sofferenza ma questo tipo di danneggiamenti non può far altro che far precipitare la situazione tra l’altro creando pericolose esalazioni, odori nauseabondi e, non meno importante, creando un danno anche economico dato dalla distruzione dei raccoglitori di immondizia.

PROBLEMI IRRISOLTI. Considerazioni che hanno spinto la sindaca Virginia Raggi a parlare di “operazioni di boicottaggio ai danni dei cittadini”. Sebbene qualcuno può pensare che la frase della grillina sia un po’ forte, dovrà ricredersi. In primo luogo bisogna considerare che dare alle fiamme i cassonetti è un reato quindi il farlo non può che essere biasimabile. Ma soprattutto va considerato il fatto che incendiarli non migliora di certo la situazione. Infatti se da un lato la carenza dei contenitori rende a dir poco problematico l’accumulo e il recupero dei rifiuti, dall’altro obbliga il Campidoglio a rimpiazzarli spendendo 800 euro a cassonetto. Può sembrare poco ma così non è perché solo considerando quest’anno, ben lungi dall’esser finito, ne sono stati devastati oltre 200. E ancora una volta è la Raggi a delineare i contorni del problema: “In questi anni abbiamo bruciato mezzo milione di euro che avremmo potuto investire per tenere più pulita la città e ridurre la tariffa”. Ciò a riprova del fatto che, a pagare per questi gesti di vandalismo e protesta, è l’intera comunità. Ma mentre la situazione dimostra quanto sia necessario ripensare all’intero ciclo dei rifiuti, puntando e sulla raccolta differenziata, a tener banco è ancora una volta il tema delle discariche. Infatti in questi giorni il governatore Nicola Zingaretti è tornato a spingere per l’impianto a Pian dell’Olmo, a cavallo tra Roma e Riano. Una vecchia e obsoleta visione del problema contro cui la Raggi si batte da tempo e su cui ieri, mentre gli abitanti del piccolo Comune protestavano sotto gli uffici della Regione, ha spiegato ancora una volta che: “Non vogliamo la discarica a Pian dell’Olmo e non vogliamo nuove discariche nel nostro territorio già devastato della più grande discarica d’Europa, quella di Malagrotta, e che non può permettersi altri impianti di questo tipo”.