La Cattaneo rapinata nel metrò. Crolla il mito della Milano sicura. La senatrice a vita aggredita alla Stazione Centrale. Nuovo caso dopo gli stupri in piazza e il vigile pestato

ELENA CATTANEO
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Altro che Milano sicura, altro che città del buon vivere posta infinite volte a confronto con Roma. Il sindaco Beppe Sala non ha quasi fatto in tempo a promettere in consiglio comunale maggiori controlli (leggi l’articolo), con l’assunzione di 500 nuovi vigili e l’installazione di altre telecamere di sorveglianza, che nella capitale economica d’Italia il crimine di strada torna a far paura. A subire sulla propria pelle la violenza nel capoluogo lombardo è stata la senatrice a vita Elena Cattaneo, rapinata in metro. Un episodio che va ad aggiungersi all’orrore delle violenze sessuali in piazza a Capodanno, all’aggressione a un agente della polizia locale e agli spari dei giorni scorsi.

NON C’È PACE. Ieri mattina la senatrice Cattaneo è stata rapinata e spinta mentre si trovava all’interno di un passante della metropolitana di Milano. Era in stazione Centrale e stava percorrendo il passaggio che conduce dalla linea verde a quella gialla quando si è accorta di una donna che le stava sfilando il portafogli dalla borsetta. La senatrice ha tentato di opporsi ed è stata spinta a terra, per cui è stata poi portata al Cto per una contusione a una gamba. Atm ha recuperato il portafoglio della Cattaneo, con i documenti al suo interno, ma senza soldi. E della rapinatrice non ci sarebbe ancora traccia. “L’ondata d’insicurezza e il clima di violenza che da tempo stanno colpendo la città sembrano non fermarsi. Continuano ogni giorno a mietere vittime”, ha dichiarato l’assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale, Riccardo De Corato.

MINORI TERRIBILI. Sempre nel milanese i carabinieri ieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare per atti persecutori, diffusione di riprese e registrazioni fraudolente e lesioni personali aggravate, emessa dal gip presso il Tribunale per i Minorenni nei confronti di 6 sedicenni residenti nell’hinterland, frequentatori di un istituto scolastico a Rho. L’indagine è partita dalle denunce presentate lo scorso ottobre da un compagno di classe degli indagati, il quale ha segnalato di essere stato vittima di gravi e violente aggressioni, subite già a partire dal mese di giugno 2021. Gli investigatori sostengono che gli indagati hanno compiuto di frequenti e sistematici atti di bullismo nei confronti dell’autore della denuncia e di un altro compagno di classe, anche senza una reale motivazione, mediante violente aggressioni, vessazioni e gravi ingiurie, sia all’interno che nelle vicinanze dell’istituto scolastico, per poi riprendere le azioni criminose e diffondere i video tramite il social network Telegram.

Sulle violenze in piazza Duomo a Capodanno, intanto, una ragazza tedesca ha raccontato ai pm gli abusi subiti e le vittime sono salite a 12. “Abbiamo provato a respingerli, la mia amica li ha colpiti e ha dato schiaffi ma loro ridevano e hanno continuato a molestarci, avevo 15 mani addosso”, ha raccontato una delle due studentesse tedesche agli inquirenti. Diciotto i perquisiti nei giorni scorsi, ma le ragazze hanno detto di essere state accerchiate da “40-50 persone”. “Guardando le immagini anche con il capo della polizia, quello che abbiamo visto è che la piazza era presidiata, ma evidentemente era un attacco prestabilito”, ha affermato sulla vicenda il ministro dell’interno Luciana Lamorgese. “L’attacco – ha spiegato – era un po’ a cerchi concentrici per cui non si vedeva, con questo cerchio hanno un po’ coperto quello che c’era all’interno. D’altra parte c’erano anche dei giornalisti lì presenti che non se ne sono accorti”.